Vaticano, tra intrighi, misteri e omertà

Le dimissioni improvvise di Libero Milone, revisore dei conti vaticani, fanno scattare l’allarme di un terzo Vatileaks

Ancora una volta Papa #Francesco deve fare i conti con  gli intrighi del suo staff. E questa volta il sipario è calato tempestivamente sulla scena, tintasi di giallo, dei conti vaticani, da sempre oggetto di indagini, vanificate dal tempo e dall‘omertà.

Le dimissioni di Libero Milone, primo revisore generale dei conti vaticani, date martedì al Papa e subito accettate, avvolgono di mistero i contorni della riforma delle finanze vaticane.

Libero Milone

Eppure non giungono inaspettate a chi seguiva da mesi l’azione del braccio destro del cardinale George #Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia, super-indagato per pedofilia.

CARDINALE GEORGE PELL

 

Milone, con le sue dimissioni, ha posto fine al suo mandato con tre anni di anticipo e ci si interroga sulle cause di una simile decisione, che appare pilotata.  Ma la Santa Sede, si sa, non brilla per trasparenza e il manto dell’omertà ha avvolto immediatamente gli eventuali protagonisti di questa vicenda, destinata a cadere nel buio profondo del silenzio.

Quando, nell’ottobre del 2015, a pochi mesi dal suo insediamento, Milone si accorse che era stato violato il suo computer, nell’ufficio di via della Conciliazione, prese il via il secondo Vatileaks, dopo quella di tre anni prima che aveva coinvolto il maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele: uno scandalo che può avere contribuito alla decisione papale di dimettersi nel febbraio del 2013.

Ed ora si teme che carte riservate dei misteriosi conti vaticani possano essere rese pubbliche. Un terzo Vatileaks?

Papa Francesco deve far fronte, così, all’ennesima bufera, che agita le quiete stanze del Vaticano, soffiando impetuosamente sui sogni e le  cieche speranze dei ‘fedeli’.

#IrmaSaracino