Nuova importante scoperta sulla Sindone

Sindone

Eminenti studiosi hanno rilevato sulla tela, conservata a Torino, tracce di una sostanza che attesterebbe la #tortura subita da un uomo avvolto da essa.

Ci sono misteri che sfidano i secoli, la storia e ogni logica razionalistica. Misteri che scavano un valico insormontabile tra superstizione fideistica e scienza, ma che fanno riflettere, che sollecitano interrogativi a cui sembra quasi impossibile dare una risposta.

Uno di questi è quello della #Sindone, un lenzuolo di lino di quasi due metri, conservato a Torino, che reca impresse le tracce di un uomo, la cui immagine è stata accostata al Cristo evangelico.

Una tela su cui si è incentrata da decenni la ricerca e lo studio di eminenti scienziati per stabilirne l’autenticità e la datazione.

La #Sindone rappresenta l’enigma, il mistero di una storia  che si confonde con le superstizioni manipolatorie dell’età medievale, ma che, se vera, sarebbe la prova della divinità del Cristo.

E, alla luce di queste considerazioni, appare ancora più significativa la scoperta di una sostanza spia della degradazione di sangue e fibre muscolari nel lino della Sindone, che, unitamente all’identificazione di un’altra sostanza, anche questa legata alla degradazione del sangue, avvalorerebbe l’ipotesi che nella tela  è stato avvolto un uomo che era stato torturato.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Applied Spectroscopy, è nato dalla collaborazione tra Giulio Fanti, del dipartimento di Ingegneria industriale dell’università di Padova, e Jean-Pierre Laude, dell’azienda francese Horiba Jobin-Yvon, specializzata in tecniche di analisi.


La nuova sostanza scoperta è la biliverdina, prodotta dalla degradazione delle proteine presenti nel sangue e nei muscoli. Secondo questo studio la scoperta, insieme a quella recente di un’ altra sostanza-spia dello stesso tipo, dimostrerebbe che il Telo ha avvolto il corpo di un uomo torturato a morte.

Un uomo corpulento, alto e in grado di sopportare torture incredibili.

Il suo volto, ricostruito al computer, mostra i segni evidenti di una corona di spine, con lacerazioni multiple sulla fronte, alcune di notevole profondità.

Ma la nuova scoperta è un tassello in più nel puzzle della verità.

Questi risultati rappresentano un importante passo avanti negli studi sull’autenticita’ della Sindone perchè, mentre è confermato il fatto che essa realmente ha avvolto un uomo torturato a morte, è molto improbabile che un artista, forse nei secoli passati, sia stato in grado di aggiungere tutti questi dettagli alla sua opera d’arte”. 

Queste le parole del professor Giulio Fanti del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Universita’ di Padova, ma sono ancora molti gli interrogativi. E ci si chiede fino a dove potrà arrivare la scienza.

Chi era quest’uomo? E, soprattutto, quando è stato avvolto nel lenzuolo?

Il Mistero rimane e supera la scienza.

#IrmaSaracino