Guerra dei dazi tra Trump e Pechino

guerra dei dazi

Oggi al via i #dazi degli Usa sui prodotti commerciali cinesi. E’ guerra  tra le due principali economie del mondo.

Una data storica quella di oggi, 24 settembre. Una data che segna l’inizio di una grave crisi che potrebbe compromettere l’equilibrio dell’economia globale. Siamo di fronte, ormai, a una vera guerra commerciale tra Usa e Cina, che potrebbe avere gravi ripercussioni sul mercato internazionale.

Oggi infatti scattano le nuove tariffe, per un totale di 200 miliardi di dollari, annunciate dal presidente americano, Donald Trump, per i prodotti d’importazione cinese.

Mentre la Cina, come già annunciato,  ha tassato 5.200 prodotti “Made in Usa” con tariffe tra il 5 e il 10%, compresi gas naturale liquefatto, legname ed elettronica. Il tutto per un ammontare di 60 miliardi di dollari.

Pechino

Siamo ben lontani dalle immagini idilliache che facevano ben sperare in un accordo duraturo tra i due colossi dell’economia mondiale.

Guerra dei dazi

Storico viaggio di Trump in Cina

L’imprevedibile #Trump ha tradito le aspettative di tutti. Nel suo intento di fare dell’America l’unica superpotenza mondiale, ha minato i rapporti internazionali, prima con l’Europa e adesso con #Pechino. Siamo di fronte a una politica isolazionista che, nel perseguimento di deliri di onnipotenza, potrebbe avere gravi conseguenze, specie per le tasche dei comuni cittadini statunitensi.

Ma il magico Donald, si sa, non indietreggia e annuncia a gennaio un ulteriore aumento dei #dazi al 25%, qualora non si trovi una soluzione condivisa.

E se Trump tuona e passa all’attacco, Pechino non demorde e, a sua volta tassa, sempre da oggi, i prodotti statunitensi. La tensione è alle stelle e si avverte l’odore della battaglia.

La Cina, inoltre, ha deciso di ricorrere all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per denunciare la decisione americana che “viola le regole del Wto“, come si legge nella nota diffusa dal ministero del Commercio.

Il clima è irrespirabile e si teme che  l’intensificarsi delle tensioni commerciali tra Usa e Cina possa provocare uno “shock” per economie emergenti, scatenando una crisi a partire dalle già provate Turchia e Argentina.

Gli obiettivi di Trump

Ma quali sono gli intenti del tycoon americano, che comunque è riuscito a ottenere, nel corso della  sua amministrazione, effetti positivi con le riforme sul fisco?

Difficile da stabilire, data anche l’imprevedibilità di Donald, ma traspare l’intento di spingere le imprese Usa, che producono in Cina, a spostare la produzione altrove, infatti si  parte da dazi al 10 per cento, invece che subito al 25 per cento,

Ma siamo sempre nell’ambito delle ipotesi. E questa ulteriore mossa del presidente statunitense rischierebbe di compromettere quanto di buono è stato realizzato per l’economia degli States.

Il quadro non è roseo ed è allarmante il crescente autarchismo dell’America, che vanta anche un debito economico considerevole con la Cina.

Tutto è da vedere e si attendono le reazioni dell’economia mondiale e dei mercati.

#IrmaSaracino