Il Manoscritto strappato. Storia della vita.

Il Manoscritto strappato

L’enigma della vita nelle pagine strappate di un manoscritto

 

L’enigma in un manoscritto. Mi è sempre piaciuto l’odore dei libri, acre e talvolta pungente. E mi ha sempre dato un’emozione indefinibile l’atmosfera ovattata delle biblioteche, in cui anche un sussurro riecheggia in un’eco misteriosa.

Storie vissute, raccontate a spettatori sconosciuti.  Specchi invisibili di vite ormai perdutesi in una  notte senza fine oppure racconti fantastici, popolati da creature straordinarie hanno dato corpo e spessore ai momenti del mio abbandono. Quelli in cui l’io si perde nell’immaginario e si dimentica anche la realtà più dolorosa.

Il Manoscritto strappato

Sin da piccola ho volato in spazi e dimensioni indefinibili grazie a questi amici fedeli, polverosi, dalla pagine ingiallite come il tempo dei nostri sogni. E con loro mi sono immersa in atmosfere fantastiche, in storie immortali, vivendo nei personaggi a me più cari.

Ma quel giorno non avrei mai immaginato che la mia fantasia potesse trovare una sua dimensione reale e che la mia vita assumesse un significato nuovo, ignoto come solo può esserlo l’enigma della nostra esistenza.

Ero entrata nella mia biblioteca preferita, pronta a continuare quella ricerca a cui lavoravo ormai da #tempo, quando d’improvviso una nuova luce illuminò lo spazio degli scaffali.

Lui era lì, assorto  nella sua scrittura, circondato da una massa di libri aperti, che sembrava quasi ignorare.  Non so spiegare perché e come ne fui attratta, ma capii subito che dovevo avvicinarmi a quell’ #uomo. Capii che poteva essere la risposta ai miei perché.

Non aveva età, e il fascino che emanava era una sorta di #alchimia contagiosa e irrefrenabile. Gli occhi, di uno strano colore ambrato, quando si sollevavano dalle pagine su cui scriveva, sembravano guardare lontano, forse troppo lontano per me.

Presi posto di fronte a lui, come calamitata, e finsi un’indifferenza che ero ben lungi dal provare. Fingendo di leggere, osservavo ogni suo gesto: il suo modo elegante di tenere la penna, i suoi capelli neri, spruzzati d’argento, che incorniciavano dolcemente il suo volto. Ero persa e mi chiedevo chi fosse.

Poi, d’un tratto, i suoi occhi mi videro e sembrò che l’universo mutasse il suo corso.

  • Studentessa? Non credo- mi chiese con sottile ironia
  • No, semplice ricercatrice- risposi col mio sorriso più accattivante

Mi guardò sorridendomi, quindi tornò a scrivere.

Vedevo la sua scrittura, elegante, regolare, colorare di nero le pagine di quel manoscritto e, mossa dalla curiosità, gli chiesi:

  • Scrittore?-
  • Lo siamo tutti- rispose laconicamente. Poi, il silenzio

Le ore trascorsero lentamente e alla fine un semplice ciao pose termine alle mie fantasticherie.

Il giorno successivo tornai lì e lo ritrovai. Stesso posto, stesso rituale, ma vidi che stranamente le pagine scritte il giorno prima erano strappate.

Mi chiesi perché, ma preferii non rivolgergli alcuna domanda. Quell’#uomo mi incuriosiva. C’era in lui qualcosa di indecifrabile, di misterioso che mi lasciava col fiato mozzo.

Il Manoscritto strappato

E, pazientemente, ogni giorno tornai in quella biblioteca che ormai sapeva di lui e ogni volta il manoscritto sembrava perdere le sue pagine, strappate come le foglie dal vento.

Tra noi, ormai, c’era una complicità fatta di sorrisi, di sguardi enigmatici e furtivi.  .

Avrei voluto parlargli, fargli tante domande. Non sapevo il suo nome, non sapevo chi fosse. Per me lui era il #tempo, la vita, l’amore.

E, persa nella magia di questo incantesimo, trascorsi quei momenti  felici, scanditi dai nostri incontri,  fino a quel giorno, l’ultimo.

Presi posto come al solito di fronte a lui, ma questa volta, sorridendomi, mi parlò:

  • Il mio libro è finito- mi disse, spingendolo verso di me- non aprirlo ora. Hai ancora #tempo.

Poi si alzò, mi venne vicino e percepii un soffio leggero sulle mie labbra, mentre un brivido mi corse lungo la schiena.

  • Non dimenticarmi- mi sussurrò dolcemente.

E capii che non lo avrei rivisto mai più.

Rimasi immobile. Guardai il libro.  Lo aprii e, sconvolta, compresi.

Il manoscritto era vuoto. Ogni pagina era stata strappata. Solo l’ultima racchiudeva la risposta:

                                           The end is only a  beginning

#IrmaSaracino