Onda infernale fa strage in Indonesia

Onda infernale

L’eruzione del vulcano Krakatau scatena uno tsunami di proporzioni devastanti. Un’onda gigantesca fa strage

In #Indonesia il vulcano Krakatoa è tornato a colpire. Uno dei suoi crateri laterali, alto poco più di 300 metri, che la popolazione locale ha denominato Anak Krakatau., ha creato l’inferno seminando morte e distruzione. E un’onda gigantesca si è abbattuta, conseguentemente,  portando con sé centinaia di persone.

Onda infernale

L’onda infernale

I precedenti

Già in un remoto passato, ed esattamente nel 1883, una terribile eruzione del Krakatoa, equiparata alla potenza di circa 13 volte la bomba di Hiroshima, costò la vita ad almeno 36 mila persone. Una strage che ha segnato profondamente la memoria collettiva di questo Paese.

Questa volta, però, le vittime non sono direttamente imputabili alla eruzione, avvenuta la notte scorsa, bensì allo Tsunami che quest’ultima ha innescato.

L’onda anomala ha devastato le spiagge intorno lo stretto della Sonda, che separa le isole di Giava e Sumatra. E il bilancio dei #morti si fa sempre più pesante.

Si contano al momento, almeno 222 morti e 28 dispersi, mentre il numero dei feriti sale ad 843. L’evento catastrofico ha altresì  travolto il palco dove suonava la band rock Seventeen,  chiamata ad esibirsi per festeggiare la fine dell’anno.

Onda infernale

L’acqua, con le sue onde alte più di 20 metri, ha interamente spazzato via la struttura, mietendo vittime tra gli impiegati del Pln e tra gli stessi componenti della band.

Il palco era purtroppo collocato molto vicino al mare, e lo tsunami, oltre questo, ha distrutto decine di abitazioni e seriamente danneggiato 9 Hotels.

Maggiormente colpita la meta turistica di Banten, dove centinaia di persone sono state uccise, mentre altre località colpite sono: il Pantai Tanjung Lesung Sumur, Penimbang, Teluk Lada Dan Carita.

Nuovo allarme tsunami

Il Premier Australiano Scott Morrison ha annunciato alla BBC che”al momento pare non vi siano vittime tra gli stranieri, tanto meno australiani”, mentre il capo dell’agenzia metereologica Rahmat Riyono lancia l’allarme su un possibile secondo tsunami, ed invita la popolazione a tenersi lontana dalle spiagge e dalla costa.

Nel frattempo, come riferito da un tweet del ministero degli Esteri, l’Unità di crisi della Farnesina e l’Ambasciata Italiana a Giacarta sono attive. Si cerca di   prestare ogni assistenza possibile.  E intanto i soccorritori lavorano duramente per estrarre le vittime dalle macerie nelle zone più disastrate. Ma queste risultano difficilmente raggiungibili per il crollo di principali arterie di comunicazione come ponti e strade.

Questa ulteriore catastrofe si abbatte come una spada di Damocle sull’Indonesia, già tante volte colpita duramente da altre calamità naturali, mentre si fa sempre più disperata la ricerca dei dispersi. Siamo di fronte a una #strage.

#GianlucaZaccaria