Paranormale, tra razionalità e mistero

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Intervista a Gianluca Zaccaria, fondatore del Gruppo Ricerca Paranormale Taranto

Paranormale e razionalità. La nostra indagine su luoghi e vie del #Mistero oggi ha per protagonista un intero paese, Romagnano al Monte. Uno dei tanti paesi fantasmi d’Italia,  abbandonati in seguito a calamità naturali, come terremoti, frane, o più semplicemente per spopolamento. E, ovviamente, lo scenario è spettrale e sollecita suggestioni e sensazioni che esulano dai canoni della razionalità.

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Romagnano, il paese fantasma

La storia

Romagnano Vecchia è un borgo di origine romana in provincia di Salerno, collocato al confine tra Campania e Basilicata, ed arroccato su una collina alta 650 mt sul livello del mare.

Il paese venne seriamente danneggiato dal terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 e dunque, in seguito, del tutto evacuato ed abbandonato.

La ricerca

A far rivivere quelle case oramai disabitate ci ha pensato Gianluca Zaccaria, fondatore del Gruppo Ricerca Paranormale Taranto il quale, dopo averlo esplorato, gli ha dedicato un vero e proprio documentario audiovisivo.

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Gruppo Ricerca Paranormale Taranto

Noi siamo andati ad intervistarlo per capire in cosa consista la sua #ricerca.

“Il mio gruppo di ricerca è nato nel 2015, con la finalità di studiare tutti quei fenomeni che apparentemente possono dirsi inspiegabili.- ci dice Gianluca, dopo averci accolto con la massima disponibilità- Nei vari videoreportage delle nostre ricerche cerco di offrire al pubblico qualcosa di innovativo: esplorazioni urbane dei posti abbandonati, associate alla ricerca in campo #paranormale”

 

Gianluca Zaccaria

Gianluca, peraltro stimato professionista, ci sorprende e c’incuriosisce e , nel continuare la nostra intervista, proviamo a capire le motivazioni che possano indurlo a una simile #ricerca

“Cosa si prova nel visitare un paese oramai abbandonato?”

“Esplorare un paese fantasma significa principalmente tornare indietro nel tempo. Assaporare emozioni oramai dimenticate, e ritrovare tracce di una vita che si è fermata d’improvviso, al momento dell’evacuazione del paese. Spesso le case custodiscono ancora oggetti lasciati lì in tutta fretta, come bottiglie di vino o di acqua ancora piene, articoli di giornale con la data dell’epoca, vecchi frigoriferi e mobilio oramai consumato dal tempo”

Procediamo nel colloquio, venendo all’aspetto più intrigante di questo tipo d’indagine: il #paranormale.

Il Mistero

“Come viene compiuta una esplorazione dal punto di vista paranormale?”

“Il posto viene esplorato ed analizzato con specifica strumentazione. Telecamere infrarossi, termocamere, registratori, rilevatori di campo elettromagnetico, questi sono solo alcuni degli strumenti utilizzati per questa ricerca. Successivamente viene creato un documentario audiovisivo attestante gli eventuali risultati ed anomalie riscontrate”

“Ci parla di anomalie, ma che cosa intende di preciso?”

“Spesso ci è capitato, con i nostri strumenti,  di percepire energie che si sono manifestate in vari modi”

“ Per esempio?”

“Improvvisi sbalzi di luce, voci, ovviamente registrate. E talvolta anche apporti materiali”

“E cosa è emerso a Romagnano?”

Le voci

“E’emerso sostanzialmente ciò di cui le ho parlato prima.  Una discreta quantità di voci elettroniche, dette anche EVP(electronic voice phoenomena). Queste”voci”, quasi mai udibili dai presenti al momento della rilevazione, vengono registrate con dispositivi i cui microfoni sono in grado di  captare suoni a frequenze molto basse, che non possono essere percepite dall’orecchio umano, se non in rarissimi casi.

L’analisi di tali registrazioni viene poi effettuata con software specifici. L’interrogativo al quale cerchiamo di dare una risposta è se tale fenomeno sia solamente una traccia residuale di una vita oramai passata, oppure se siamo in presenza di una sorta di energia senziente, poiché in tantissime circostanze tali voci hanno manifestato una vera e propria capacità di interagire con noi e rispondere a specifiche domande”.

“La razionalità quindi infrange la barriera del Mistero”, osserviamo con malcelato coinvolgimento.

Poi il fondatore del G.RI.P.TA. sottolinea come un’ esplorazione urbana comporti dei rischi da non sottovalutare.  Spesso infatti ci si avventura in zone impervie e pericolanti,  a volte nel cuore della notte, armati solo di macchina fotografica e torce. Parliamo, sostanzialmente, di una sorta di archeologia urbana coadiuvata da una ricerca su basi scientifiche.

Successivamente gli chiediamo quali siano stati i posti che maggiormente lo abbiano colpito e, dopo un attimo di riflessione, ci risponde

“ Il paese fantasma di Apice Vecchio(BN), i bunker sotterranei dell’ex Batteria Cattaneo (Gandoli)e, addirittura, l’ex manicomio civile di Aversa.”

E la nostra intervista termina con una domanda ben precisa:

“ Perché? E che cosa si aspetta da queste sue ricerche?”

Ci sorride, guardandoci con quei suoi occhi penetranti, mentre risponde

“ Il Mistero è in noi e l’indagine parte dalla voglia di capire se vi sia una barriera tra la vita e la morte. Ma soprattutto se la razionalità possa essere uno strumento per il nostro percorso verso ciò che comunemente è considerato inconoscibile.”

Il colloquio ha termine e, dopo i saluti di rito, ci allontaniamo con i nostri interrogativi e le tante perplessità.

#IrmaSaracino