NAPOLI, UOMO TRASCINA LA SUA EX CONVIVENTE CON UN GUINZAGLIO

L’uomo ha rischiato il linciaggio da parte della folla accorsa a Napoli in soccorso della donna

Napoli. Quello che mi appresto a raccontarvi oggi è un episodio di assurda follia. Una vicenda in cui i diritti umani vengono schiacciati e prevaricati e dove, soprattutto, ancora una volta, le donne diventano vittime di bestie che sono solite chiamare”uomini”.

Napoli

Maria ha 38 anni, è srilankese e vive a Napoli.  Fino a pochi giorni fa viveva con quello che era il suo convivente da ben 5 anni, suo connazionale.

La donna, che si guadagna da vivere facendo la domestica soprattutto per garantire ai suoi due figli una istruzione e una esistenza dignitosa, si era trovata intrappolata in questa storia sentimentale tormentata. Una storia condita di morbosa gelosia e di continue liti e minacce.

Incapace di liberarsi da quelle catene psicologiche che la tenevano legata ad un #uomo che l’aveva letteralmente sottomessa e ridotta in schiavitù. Un amore malato, nel quale Maria non era libera neanche di salutare un amico per strada o rivolgere baci e carezze alla sua cagnetta.

La ribellione

Un bel giorno, ed esattamente il 29 Dicembre, la donna trova il coraggio di dire basta, di ribellarsi.  E va  via da quell’appartamento sito in un quartiere della #Napoli bene,  in via Gradoni di Chiaia.

Decide, finalmente, di spezzare quelle catene e porre termine a quella tormentata relazione. Ed è proprio allora che si scatena la natura bestiale dell’ex convivente, incapace di accettare la fine della relazione.

In preda all’ira si lancia al suo inseguimento, le strappa il cagnolino dalle mani e, dopo aver tolgo il #guinzaglio alla bestiola, lo cinge intorno al collo della povera donna, trascinandola poi con sé per le strade cittadine.

La minaccia, la percuote, e la fa precipitare al suolo facendole battere fortemente la testa. Il raccapricciante episodio, fortunatamente, avviene alla presenza di diversi negozianti e passanti, intenti a fare shopping.

E, alle urla della donna, la città di Napoli reagisce e si ribella. I cittadini, in pochi istanti, circondano l’uomo, che tenta miseramente di giustificarsi, sostenendo che la sua ex compagna era svenuta a causa di una mancanza di ferro.

Di lì a poco sopraggiunge una pattuglia della Polizia Municipale che evita così il linciaggio della”bestia”, mentre Maria, dopo i primi soccorsi prestati dai passanti, viene trasportata presso il locale nosocomio Cardelli, e lì ricoverata nel Trauma Center con 21 giorni di prognosi per le terribili percosse subìte.

Napoli

Considerazioni

Questo è solo uno dei tanti episodi di violenza che vengono ogni giorno perpetrati ai danni delle donne, e che non vorremmo mai raccontare. Basti pensare che solo in Italia il femminicidio miete più vittime della criminalità organizzata.

Il nostro ordinamento, con le normative specifiche in materia di maltrattamenti in famiglia e di stalking(art.612 Bis del codice penale), prevede la condanna a pena detentiva da sei mesi a cinque anni per chi si macchia di simili infami reati.

Tuttavia, è oramai opinione diffusa che il reato di stalking non venga poi colpito con molta durezza dal nostro ordinamento giuridico, che si limita ancora ad infliggere condanne fin troppo soft al termine del primo grado di giudizio.

La beffa

E difatti, nel frattempo, l’aggressore srilankese è stato giudicato e condannato per direttissima ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la beffa finale della pena sospesa. Il che significa che l’uomo non sconterà la pena né sarà al momento recluso in alcun istituto penitenziario. Ma dovrà semplicemente rispettare l’obbligo di stare lontano dalla donna e dai luoghi da lei frequentati.

Sappiamo purtroppo benissimo che un simile divieto può essere agevolmente aggirato ed infranto.  E sappiamo anche  che, fino a quando simili”bestie”saranno a piede libero, nessuno potrà scongiurare il verificarsi di più gravi e nefasti eventi.

Mentre ci si augura che l’ordinamento arrivi finalmente ad applicare pene decisamente più severe per questo tipo di reati.

L’invito personale, che rivolgo a tutte le donne che subiscono maltrattamenti, è di parlarne immediatamente con familiari ed amici. Devono denunciare senza indugio anche il più piccolo episodio di violenza!

Perché le donne possano comprendere che la gelosia ossessiva, i pedinamenti, il vietare un’ uscita, anche con le amiche, non sono affatto gesti di amore. Ma invece manifestazioni ossessive di uomini con personalità disturbata e la mente malata.

Le donne non sono, né devono più essere un oggetto di proprietà di simili individui, né tantomeno devono più avere paura di dire basta.

Il porre fine a simili situazioni di violenza e schiavitù può servire a salvare la vita di tante povere vittime che non sono più in grado di reagire.

#GianlucaZaccaria