ALLERTA TERRORISMO PER L’ITALIA. PRONTO UN ESERCITO DI KAMIKAZE

Allerta per l'Italia

Grazie a un pentito della jihad, detenuto nel carcere di Genova,  dopo un’indagine della Dda di Palermo, sono scattati 15 fermi. L’allerta rimane per il nostro Paese.

 

 

 

Ci sono voluti due anni. Due lunghi anni di indagini, intercettazioni e appostamenti per far emergere l’amara verità. Una verità a tutti, forse, già nota o prevedibile, ma che comunque spaventa e pone gli italiani in uno stato di ansia e di allerta.

Lo spettro del #terrorismo si sta materializzando nel nostro paese, fino a questo momento ‘oasi’ incontaminata dal sangue di stragi folli.

Finalmente qualcuno ha parlato, ha dato indicazioni. A farlo è stato un #’pentito’ della jihad, detenuto da due anni nelle carceri di Genova.

“Vi sto raccontando quello che so perché voglio evitare che vi troviate un esercito di kamikaze in #Italia”.

Queste le parole dell’uomo che ha consentito, attraverso lunghe indagini, alla Dda di Palermo di giungere al fermo di 14 persone nelle province di PalermoTrapaniCaltanissetta e una a Ome, nel Bresciano.

Le accuse sono di istigazione a commettere delitti in materia di terrorismo, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ingresso illegale di migranti nel territorio nazionale ed esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria.

La rete criminale

Elemento cardine dell’inchiesta , condotta dal Ros dei carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Gery Ferrara e Claudia Ferrari, è stato la tratta di migranti dalla Tunisia a bordo di scafi veloci. Una realtà già supposta, ma della quale non si avevano prove.

Una vera e propria organizzazione criminale, una minaccia per la sicurezza nazionale! E, sulla base di questi elementi, si è provveduto al fermo di ben 15 membri dell’organizzazione, ma il ‘capo’, la ‘mente’ della rete è ancora in libertà. Ignoto il suo nome e, soprattutto, la sua sede.

L’organizzazione, basata su traffico illecito di uomini e sul contrabbando di sigarette, partiva dalla Tunisia, per approdare poi sulle ospitali coste italiane.

Faceva pagare 5000 dinari tunisini per i clandestini normali”, ha svelato il pentito. Quasi 1500 euro.

Mentre le persone che erano ricercate in Tunisia per vari reati compreso il terrorismo pagavano il doppio”.

I viaggi avvenivano su scafi veloci e l’approdo era sicuro, con la complicità anche di persone residenti in Sicilia. Un business di tutto rispetto, che ha fruttato ingenti somme di denaro. Queste venivano poi versate in banche tunisine, avvalendosi di false identità.

I conti infatti erano intestati fittiziamente a persone residenti in Tunisia. Circostanza questa che, per quanto emerso grazie alle intercettazioni svolte, avrebbe suscitato l’attenzione del Battaglione Anti-Terrorismo Tunisino. 

Un’azione coordinata dunque tra le forze dell’Anti-Terrorismo Tunisino e quello italiano. Ma resta ancora incombente la minaccia per la nostra Nazione.

#IrmaSaracino