Nella notte offensiva israeliana in Siria

Nella notte

Esteso attacco israeliano nella notte contro obiettivi militari iraniani in Siria

Ancora una volta il cielo siriano si è acceso di sinistri bagliori nella  notte di ieri. Un raid israeliano di vasta portata ha infatti colpito forze militari iraniane di stanza in #Siria, a supporto del regime di Assad.

A darne la notizia il portavoce militare israeliano. Questi ha anche precisato che esso è avvenuto in risposta al lancio di ieri di un razzo terra-terra iraniano verso una località sciistica israeliana sul Monte Hermon (alture del Golan).

Il carattere ufficiale dell’attacco desta non poca preoccupazione. E’ la prima volta infatti che Israele, da anni impegnato in una strategia di pseudo-difesa,  fa  sentire la sua potenza militare nella zona calda del confine con la Siria.

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Il confine da difendere

Ma  questa volta il #raid è stato ufficialmente annunciato con toni che lasciano poco sperare in una soluzione pacifica della contesa.

Il portavoce ha infatti  dichiarato che:”  Le forze armate israeliane restano determinate ad agire per impedire il rafforzamento iraniano in Siria“.  Il  che lascia chiaramente intendere la futura linea di condotta di Israele, che non vuole l’#Iran e le forze ad esso collegate al suo confine.

La mezzaluna sciita, specie adesso dopo il ritiro delle forze statunitensi, rappresenta per Israele un vero incubo. E la presenza di qualunque potenza, legata all’Iran, in #Siria, è considerata una minaccia esistenziale.

Il raid

Quando all’1,29 di ieri notte( ora israeliana),  la Difesa israeliana ha annunciato con un comunicato “stiamo attaccando Forza Qods iraniana in Siria. La Israel Defence Force avverte le Forze Armate Siriane di non provare a colpire il territorio di Israele o le sue forze”, si è percepita subito la gravità della situazione. E ci si interroga se non si sia alle soglie di un vero e proprio conflitto.

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Il raid israeliano

Successivamente sempre il portavoce militare ha precisato che l’aviazione israeliana ha colpito in Siria diversi obiettivi della forza ‘Quds‘ iraniana fra cui “magazzini di munizioni ed installazioni vicine all’aeroporto di Damasco, un sito dell’intelligence ed un campo di addestramento delle forze armate iraniane”. che è stato peraltro intercettato in volo dal sistema antimissile Iron Dome.

Ma in guerra, si sa, le notizie sono sempre poco attendibili e gli obiettivi non possono mai essere mirati a tutti gli effetti.

E, in ragione di ciò, sempre il portavoce ha voluto ripercorrere i soliti canali di Israele. Quelli che portano alla legittimazione delle proprie offensive, determinate da una ipotetica linea  difensiva.

Nel suo comunicato quindi ha affermato  che “sparando ieri verso Israele l’Iran ha dato la prova definitiva delle sue reali intenzioni in Siria” ed ha aggiunto che da parte sua il regime siriano resta responsabile per tutto quanto avviene nel suo territorio.

Secondo  l’Osservatorio siriano per i diritti umani le incursioni avrebbero causato 11 vittime, si suppone tutti miliziani. E tra loro ci sarebbero anche due siriani.

La Russia

Intanto ci si interroga sulle mosse future della Russia di Putin. Si teme infatti che questa possa intervenire al fianco dell’Iran. In realtà l’obiettivo di Israele è sempre stato quello di mettere la Russia all’angolo, costringendo il Cremlino a una scelta di campo tra Iran e Israele.

Ma il gioco, sempre più pericoloso, sembra essere ormai a una svolta. Putin, fino a questo momento, ha giocato le sue carte da perfetto stratega, ma non può accettare uno Stato, quale Israele, che ha svolto sempre una politica di contrasto alla sua ingerenza in Medio Oriente.

D’altro canto il gelido Putin non rinuncerebbe mai al suo ruolo di dominus, anche se ciò comporterebbe una rottura aperta con lo Stato ebraico.

Vedremo se, anche questa volta, lo ‘zar’ russo saprà gestire questa preoccupante situazione.

#IrmaSaracino