DUE DONNE A CONFRONTO

#Madre e figlia, la storia di due donne

Eravamo di fronte, quasi sfidandoci con i nostri perché, i nostri interrogativi irrisolti. Ci guardavamo con “rabbia”. Due donne a confronto, una vita insieme.

Due donne

Le dissi ciò che avrei voluto ritrattare un secondo dopo: “Ma a me ci hai mai pensato? Ti sei mai chiesta com’è stato crescere senza un #padre?”.

Fu come attraversata da un brivido e la sua faccia divenne cupa,  i suoi occhi si riempirono di #lacrime, che in un minuto iniziarono a scorrere sulle sue guance rosee, facendosi spazio tra i suoi sussulti. Fu lo stesso effetto di uno schiaffo, dritto in faccia.

Due donne

Mi sembrò più fragile e piccola. Mi sentii impotente davanti a questo pietoso spettacolo.

Mia madre mi rispose:” Sì, ci ho pensato.”

Rimasi spiazzata. Continuò dicendo:” Ci penso ogni volta che ti guardo, quando nei tuoi occhi vedo il tuo spietato rimprovero…”.

Mi sentii quasi in colpa di aver suscitato un simile dispiacere in lei, non si era mai messa a nudo del tutto, almeno non con me.

Ha sempre cercato di aggirare l’argomento e, soprattutto, per tutta una vita non me lo ha mai fatto pesare. Da parte mia era però impossibile non sentirne la mancanza, pur non avendolo mai visto. Mi sono sempre chiesta cosa potessi aver sbagliato da non meritare un papà.

La sua voce mi fece sobbalzare e scrollò via ogni mio pensiero. Il suo tono si fece più dolce e nello stesso tempo quasi affranto:” Sai, mi sono sempre sentita colpevole nei tuoi confronti. So che può sembrare una visione egoistica, ma ti ho voluta con tutta me stessa, dal primo giorno in cui seppi che un piccolo essere cresceva dentro di me.

Due donne

Quel giorno ho vissuto i cinque minuti più lunghi della mia vita, mentre aspettavo il risultato del test. In qualche modo sapevo già che si sarebbero illuminate due tacche su quel minuscolo display. Sentivo dentro me qualcosa cambiare, continue esplosioni che segnavano i giorni.”

Rimasi più che incredula, non sapevo nemmeno che mia mamma mi avesse voluto.

Lei continuò:” Erano sempre più forti, proprio come le mani di quello che doveva essere mio marito. Tra schiaffi e spintoni mi ripeteva che avrei perso il lavoro, che una donna in attesa sarebbe stata messa subito fuori. Mi chiedevo perché una donna dovesse sentirsi dire tutto questo. Però io ho sempre percepito il mio amore per te come una forza che sovrasta tutto. Mi feci forza e reagii, lo mandai via, non avrebbe mai amato una figlia e non avrebbe permesso nemmeno a me di farlo. Mi trovai presto da sola e dovetti affrontare nausee continue, analisi e, come se non bastasse, una gravidanza a rischio.
Guardavo i medici in cerca di risposte, sentivo nomi troppo lunghi e strani, ma la nostra tenacia ci ha permesso di aggrapparci alla vita e ad essa rimanere ancorate.”

Due donne

Vidi sul suo volto un’incredibile emozione nel ricordare quei momenti. Le brillarono gli occhi, in quel momento ci fu tutto il suo amore e la sua forza.

“Entrai in ospedale -continuò – non feci nemmeno in tempo ad avvisare mia #madre per farla venire con me. Ancora una volta da sola.

Erano nove mesi che mi preparavo a quel momento, ma improvvisamente non ricordavo più nulla. Il travaglio fu straziante, ma tutto si annullò quando sentii il tuo primo pianto. I nostri occhi si incrociarono, è in quell’istante che capii di non essere mai stata sola e la forza dipendeva dal nostro essere insieme.”

Due donne

In un attimo la visione di mia #madre mutò completamente, non vedevo più in lei il fallimento del suo matrimonio. Vedevo una donna che, con tantissimo coraggio, aveva protetto la nostra vita da un uomo troppo violento.

Capii che c’era qualcosa che andava oltre tutto ed era il nostro rapporto. Infondo, da sempre legate in un’unica persona.

#FedericaZani