IL SILENZIO DEL DOLORE DI TARANTO

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In migliaia hanno partecipato ieri sera alla ‘marcia degli angeli’ a Taranto. Il silenzio  ha accompagnato la manifestazione.

C’è un silenzio carico di tanti significati che ci parla e ci sussurra nomi ed eco lontane. Un silenzio che supera le barriere della vita e forse anche della morte. E’ quello del #dolore. Un #dolore sordo, rabbioso che va al di là dell’indifferenza e della spietata logica del guadagno.

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La ‘Marcia degli angeli’ a Taranto

Erano in migliaia ieri sera a Taranto, a ricordare in una marcia silenziosa, ovattata dalle pallide luci  delle candele, le tante vittime del mostro che da decenni uccide.

Bambini, adolescenti, giovani vite spezzate. Storie da raccontare, drammi vissuti nel freddo degli ospedali, dove anche l’ultima speranza si consuma nella cruda realtà. E il sogno della vita si spegne nell’ultimo abbraccio, nell’ultimo addio.

Taranto, ormai nota per l’alta percentuale di morti per #tumore, si è stretta intorno ai genitori di questi ragazzi. E quello che doveva essere il ricordo di Giorgio Di Ponzio, un 15enne che amava la vita, è diventato il ricordo di tanti.

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Dovevano vivere

Gli angeli

C’erano quegli #angeli volati via, alla ricerca di un Paradiso, dopo aver vissuto l’inferno delle polveri rosse. Dopo aver respirato il veleno di una fabbrica che ammazza senza pietà.

C’erano sui volti dei genitori, degli amici. E le loro voci cantavano nel silenzio impenetrabilmente doloroso di quei volti. Sussurravano le parole che solo un giovane sa dirti e l’eco delle loro risate riecheggiava nelle menti e nei cuori di tutti.

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Le croci

 

 

 

 

 

 

 

Nel buio

Le luci delle vetrine erano spente e la commozione era vibrante, palpabile, mentre il corteo percorreva le vie del centro tarantino.  Un solo interrogativo era negli occhi commossi: perché?

Tante le croci di legno, simbolo del calvario di giovani vite. Tanti gli striscioni degli amici delle vittime.

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Fabiola, Lorenzo….e tutti gli altri vivevano nel dolore di una città che ieri sera ha saputo parlare. Ha saputo, nel silenzio, gridare la propria rabbia.

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Basta

Ieri Taranto ha detto ‘basta’ alla morte! Chiediamo solo di vivere.

#IrmaSaracino