USA-IRAN, TRUMP ORDINA ATTACCO, MA CI RIPENSA

Usa-Iran

Cresce la tensione Usa-Iran e Trump, secondo il Nyt, ordina un attacco mirato. Poi, però, ci ripensa.

Imprevedibile, rissoso, coreografico, Donald #Trump non finisce mai di sorprenderci. E, secondo un copione spesso basato sull’improvvisazione, gestisce i rapporti internazionali lasciando tutti col fiato sospeso. La crisi Usa-Iran è ormai avviata verso un  amaro epilogo? Non ci è dato sapere, vista l’imprevedibilità del presidente statunitense, vero istrione della scena politica.

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Verso la guerra?

Un attacco mirato

Secondo il New York Times il rissoso Donald avrebbe ordinato un #attacco mirato contro l’Iran, dopo il #drone abbattuto ieri. Ma la sua decisione sarebbe mutata dopo poco.

Per il quotidiano newyorkese il presidente avrebbe disposto l’#attacco per le 19,00 di ieri, ora locale ( l’1 di oggi in Italia), dopo un’animata discussione con gli alti funzionari della Casa Bianca. E addirittura l’ora sarebbe stata scelta per non mietere vittime tra i civili, tenuto conto delle consuetudini degli iraniani. Una prova di grande umanità, non c’è che dire!

Sembra anche, sempre a detta del Nyt, che tutto fosse pronto per l’azione. Aerei già in aria e navi posizionate. Ma subito dopo sarebbe arrivato il contrordine.Usa-Iran

Perchè?

Il New York Times si interroga anche sulle cause che possano aver determinato un così repentino mutamento degli ordini.

Un cambio d’opinione del tycoon? E’ un’ipotesi da non scartare visto il carattere ‘fluttuante‘ del presidente statunitense.

Pressioni da parte dell’ala moderata della Casa Bianca, che teme il conflitto? Non si sa. Tutto è avvolto dall’usuale riserbo.

Ma le notizie trapelano e i rapporti con l’Iran sono ormai fin troppo tesi. Appare sempre più vicino lo spettro di una guerra.

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Ci si chiede se, in realtà, l’#attacco sia stato solo rinviato per poter giocare sull’elemento sorpresa. Un’ipotesi da non scartare. Comunque cresce l’ansia e l’opinione pubblica americana appare sempre più divisa.

Che #Trump non brilli per moderazione, specie, nei rapporti internazionali, è un dato acquisito. Come dimenticare infatti l’estenuante kermesse con la Corea del Nord?

Ma l’Iran, chiuso in un riserbo monolitico, ben diverso dalle estemporaneità di Kim Jong-Un, preoccupa maggiormente.

E un conflitto Usa-Iran porterebbe conseguenze devastanti, specie per il commercio del petrolio.

Secondo indiscrezioni, misteriosamente trapelate, il segretario di stato, Mike Pompeo, il consigliere alla sicurezza nazionale, John Bolton e il direttore della Cia, Gian Haspel, sarebbero stati a favore dell’attacco.  Ma, a quanto sembra, ha avuto la meglio l’ala moderata del Pentagono.

Resta da vedere quali possano essere gli sviluppi di questa escalation di  tensione tra i due stati. Un’escalation caratterizzata da colpi di scena continui e minacce insidiose.

Insomma non si può dire che il capriccioso Donald si annoi e il ‘gioco della guerra‘ continua ad essere il suo gioco preferito.

#IrmaSaracino