IDAHO, LA TERRIBILE STORIA DI CHRISTOPHER TAPP

Idaho

Idaho, Usa. Dopo 22 anni di #carcere, viene riconosciuto innocente grazie alla madre della vittima.

La storia di Christopher Tapp sembra uscire dalla penna di Kafka. Tragicamente incredibile, assurda come solo sa esserlo talvolta la realtà. Entrato in un carcere dell’Idaho, con l’accusa infamante di stupro e #omicidio, Christopher ( all’epoca dei fatti appena 20enne) ne esce oggi dopo 22 anni. A salvarlo la madre della vittima.

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Christopher Tapp

La storia

Quando la tragedia si colora di grottesco e assume i toni e i contorni della beffa più macabra, l’uomo rimane stupito e forse, chi sa, riconosce i propri limiti.

E, in questo caso, siamo di fronte ai limiti di una #giustizia troppo spesso assetata di un colpevole. Sommaria, superficiale, incurante della verità.

Sulla scena di questo palcoscenico si avvicendano tanti innocenti che pagano così un prezzo troppo alto. Vittime di un sistema che non sa riconoscere l’effettiva realtà.

E’ proprio il caso di questo giovane statunitense che per ben 22 anni ha gridato tutta la sua innocenza. Ma solo la madre della vittima, Angie Dodgie, ha creduto in lui.

I fatti

Quando, nel 1996, la giovane Angie venne trovata morta nella sua casa a Fallls nell’Idaho, brutalmente stuprata e assassinata, si levò unanime un grido di orrore.

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Angie Dodge, la vittima

Si iniziò a indagare sulla vita della giovane, sulle sue amicizie, sui luoghi da lei abitualmente frequentati, ma senza alcun esito. Passò un anno, ma del reale colpevole nessuna traccia.

Poi fu convocato dagli agenti il giovane Christopher Tapp, amico della vittima. E qui incomincia l’assurdo. Tapp passò, dopo l’interrogatorio, inspiegabilmente, dal ruolo di testimone a quello di   unico sospettato dell’omicidio della sua amica e venne arrestato.

La prova del Dna lo scagionò, ma per Tapp non ci fu scampo. Nel ’98, dopo un processo sommario, venne condannato per stupro e omicidio.

Carol Dodge

L’unica che non cedette alla colpevolezza del giovane fu la madre della vittima, Carol Dodge.  Questa, negli anni,  riuscì a entrare  in possesso di una traccia del Dna archiviata nel dossier sull’omicidio.  Assoldò così un esperto di genealogia per ricostruire la catena genetica di quella traccia che portò a sette individui legati al Dna dell’assassino.

Tra questi c’era Brian Leigh Dripps, che al tempo dell’omicidio era il dirimpettaio della povera Angie.

Interrogato l’uomo confessò sia lo stupro sia l’omicidio.

L’amaro sapore della #giustizia

Solo mercoledì scorso, dopo 22 anni, Tapp è stato riconosciuto innocente e scarcerato.

Per lui, oggi uomo maturo, si sono riaperte le porte della sua vita. Una vita interrotta tanti anni fa.

In tutto questo tempo ha gridato a tutti la sua innocenza, ma solo la madre di Angie ha creduto in lui.

Giustizia è fatta, ma nessuno potrà riportare in vita la povera Angie, nè restituire a Tapp quegli anni passati nelle tenebre di un carcere.

#IrmaSaracino