VICENZA, DOPO IL COMA IL RACCONTO DEL DELITTO

Vicenza

Si è svegliato dal coma il teste chiave del delitto di Montegaldella, Vicenza. Sconvolgente il suo racconto.

Vicenza.  Lui, lei, la storia di un amore finito. Un amore malato, uno dei tanti nello scenario di una quotidianità scandita dai ricordi. Un paesello, Montegaldella, di appena 1700 anime, sconvolto, attonito dall’amaro epilogo.

Vicenza

Un #delitto che si poteva evitare? Probabilmente. La violenza non è mai improvvisa, ma subdola e manifesta, sin dalle prime battute di un rapporto di coppia.

Scene assurde di gelosia, possessività eccessiva e morbosa dipendenza dall’altro.  Questi i campanelli d’allarme che dovrebbero indurre le vittime a ribellarsi, cercando quella giustizia che, troppo spesso, tarda a venire.

Il delitto

Quando circa un mese fa Marianna Sandonà fu barbaramente uccisa con ben 19 coltellate l’eco del  #delitto sconvolse l’Italia tutta. Ancora un femminicidio. Ancora una volta un delitto passionale!

Sulla scena un #testimone, Paolo Zorzi, padovano di 45 anni, amico della vittima. Anche lui vittima della violenza del probabile colpevole, Luigi Segnini, ex compagno della donna.

Vicenza

Ma le gravi condizioni di Paolo non gli consentirono di testimoniare. Subito trasportato in ospedale,  entrò in #coma farmacologico. Mentre gli inquirenti stabilirono l’arresto del Segnini, anche lui in #coma.

Le testimonianze

Si cercò tra i vicini o tra quanti conoscessero la vittima notizie sulla sua vita, sulle sue abitudini, nonchè sulle sue frequentazioni.

Emerse l’amara verità. Un rapporto tormentato quello vissuto da Marianna con il probabile assassino. Un rapporto destinato a finire, ma a un prezzo troppo elevato per la donna. La vita.

Il risveglio dal coma

Oggi, finalmente, Paolo Zorzi, pur rivivendo con orrore la scena terribile dell’omicidio, ha potuto raccontare i fatti.

Marianna gli aveva chiesto di esserci quel sabato pomeriggio, durante l’ultimo incontro con l’ex compagno, per fare da #testimone.  Probabilmente per aiutarla e proteggerla.

Conosceva la violenza del suo compagno? Certamente sì.

Ma Segnini si presentò con un coltello dalla lama di 10 centimetri e cominciò a urlare, colpendo violentemente la giovane donna e lo stesso Paolo. Inutili i tentativi di quest’ultimo di fermare quella furia omicida.

Poi il Seguini cominciò a colpirsi, per porre fine anche alla sua vita. Il resto è ormai cronaca.

L’amaro bilancio

Inutile chiedersi perchè. Non c’è mai un perchè ai meccanismi tortuosi di una mente.

Inutile anche chiedersi se la donna avesse in precedenza denunciato il suo compagno. Ormai i femminicidi sembrano inarrestabili.

Resta solo l’amaro bilancio di una vita barbaramente spezzata.

#IrmaSaracino