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SICILIA, MASSONERIA E MAFIA. LA ‘LONGA MANO’ DEL POTERE

Blitz nella notte dei carabinieri del Ros. In Sicilia scattate le manette per due ‘maestri venerabili’ collusi con la mafia.

Anni di indagini, intercettazioni e, finalmente, un po’ di #giustizia! Quando nella notte i carabinieri del Ros hanno fatto scattare le manette ai polsi di due ‘maestri venerabili‘, la Sicilia, pur nella sua doverosa #omertà,  ha respirato un soffio di aria pulita. Ma solo un soffio, destinato a perdersi negli oscuri intrighi di Cosa nostra.

Sicilia

Una piovra dai mille tentacoli, inestricabili, imprevedibili e perciò ancora più temibili.

E, ancora una volta, è venuta alla luce un’amara verità. Una verità da decenni nota a tutti. La collusione tra poteri ‘forti’ e  criminalità organizzata.

Il blitz

Teatro dell’azione Licata, nel palermitano. Una cittadina che vede la sua storia infangata dal crimine. Un piccolo centro dove al profumo intenso dei fiori e degli agrumi si unisce l’odore acre del sangue.

Il clan mafioso di Licata  contava su un insospettabile funzionario regionale che era “maestro venerabile” di una loggia massonica. Al suo fianco, insignito dello stesso titolo,  il figlio dell’ultimo capomafia dell’Agrigentino.

Ancora una volta un’immagine di rispettabilità e potere costruita su loschi e oscuri ‘affari’ della #mafia.

Palermo

Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, hanno svelato così una rete di affari e relazioni segrete.  Sette le persone arrestate questa notte sulla base di un provvedimento di fermo disposto dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra.

Ma la figura centrale di questa rete è stata il funzionario regionale in servizio a Palermo.  Per lui l’ accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Le intercettazioni infatti svelano ciò che forse era ben noto a tutti.  Avrebbe messo a disposizione della cosca di Licata la sua rete di conoscenze, nella pubblica amministrazione e nelle logge, per consentire ai mafiosi agrigentini di portare a termine i propri affari in vari settori.

Onore e vanto

L’uomo non faceva mistero del suo ‘potere‘ e spesso, anzi, se ne vantava. Cosa invero nuova per la consuetudine di Cosa nostra.

Ma le logiche, spesso, sono individuali. E in una realtà sociale, come quella siciliana, in cui la #mafia governa da tempo immemore, anche l’etica ha una scala di valori antitetici a quelli consueti.

La piovra conosce gli uomini e sa come muoversi. Li alletta, li avvinghia, li porta in alto, fino ai vertici. Ma sa anche distruggerli all’occorrenza.

La voce del silenzio

E questa notte il silenzio è stato rotto da una voce che ha gridato, squarciando i muri dell’omertà.

Giustizia!

#IrmaSaracino

 

 

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