Accusa di rivolta per lo studente ferito di Hong Kong

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Arriva l’accusa formale di ‘rivolta e assalto’ per lo studente 18enne ferito dalla polizia di Hong Kong.

Il suo nome è Tsang Chi-kin, 18 anni, studente delle scuole superiori di Hong Kong. Uno dei tanti che nel giorno 1 ottobre hanno segnato profondamente la quotidianità dell’ex colonia britannica.  Per lui, ancora ricoverato in ospedale, è arrivata oggi l’accusa di rivolta.

Colpito al petto da un ufficiale di #polizia è a tutt’oggi al Queen Elizabeth Hospital, dopo un intervento chirurgico d’emergenza e le sue condizioni rimangono stabili.

 

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Il ferimento del giovane

Le immagini del suo ferimento hanno fatto il giro del mondo, suscitando non poco sgomento e una certa perplessità.

Le dichiarazioni della polizia locale

 

Le forze di #polizia di Hong Kong hanno asserito che sparare a un manifestante nel petto  era “ragionevole e lecito“, dopo uno scontro violento con i #manifestanti.

E il commissario di polizia di Hong Kong, Stephen Lo Wai-chung, ha dichiarato martedì sera che l’agente ha agito per legittima difesa.

“Gli agenti di polizia avevano avvertito ma senza risultati. Le vite degli agenti di polizia erano gravemente in pericolo e sono state costrette a usare armi da fuoco per fermare gli attacchi violenti”

Ha poi affermato in una conferenza stampa.

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Immagini degli scontri

 

Il ‘terrore nero’

 

I media locali hanno espresso la loro solidarietà al governo, invitando la popolazione e la parte ‘sana’ degli studenti a non farsi manipolare da estremisti violenti.

“Il #terrore nero, che dura da più di tre mesi è vicino alla follia”, ha dichiarato un giornalista di un editoriale  locale.

“Per fermare la violenza e frenare il disordine, dobbiamo mettere in risalto il potere dello stato di diritto, eliminare il tumore della violenza e perseguire tutti i rivoltosi in conformità con la legge il più presto possibile”.

“Le persone vestite di nero sono la più grande minaccia terroristica a Hong Kong”, ha poi soggiunto.  Ed ha accusato i leaders delle proteste di essersi opposti alla Cina, con l’intento  di prendere il controllo della città.

 

Le conseguenze

 

Intanto  Tsang Chi-kin dovrà rispondere di una pesante accusa, unitamente ad altri 77 suoi coetanei. E  il loro caso sarà trattato dalla Sha Tin Court.

Un monito quindi rivolto alle migliaia di manifestanti, che hanno espresso la loro solidarietà al giovane studente ferito.

Ma la situazione rimane incandescente.

 

#IrmaSaracino