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Usa, incredibile errore giudiziario

Liberati in Usa, dopo 36 anni di carcere, tre uomini risultati innocenti

Si sono spalancate le porte del #carcere di Baltimora per Alfred Chestnut, Andrew Stewart Ransom Watkins, ora ultracinquantenni. Avevano 16 anni ed erano studenti di liceo quando nel lontano 1983 furono giudicati colpevoli dell’#omicidio di DeWitt Duckett, un quattordicenne studente della stessa scuola. Il caso, all’epoca dei fatti, ebbe una risonanza notevole in Usa, dove ancora le stragi non erano all’ordine del giorno.

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Il momento della liberazione

I tre, nel corso di un processo basato prevalentemente sulle testimonianze di altri minorenni, si proclamarono #innocenti. Ma tutto fu vano. Una ‘giustizia’ discutibile e, soprattutto, una valutazione sommaria e poco attenta delle prove li condannò al carcere a vita.

E per 36, lunghi, anni i tre uomini hanno trascorso la loro quotidianità dietro le sbarre. Vittime innocenti di un sistema che li ha voluti, ad ogni costo, colpevoli.

Non c’era spazio per la speranza nei loro giorni, non c’era spazio per la libertà. E la loro esistenza si consumava nella consapevolezza di pagare per un reato non commesso.

Passarono gli anni e dei tre adoloscenti rimase solo un effimero ricordo. Crebbero, privati del loro diritto alla vita, privati della loro libertà.

Ed oggi, ormai uomini maturi, dopo la riapertura sofferta del caso, possono finalmente vedere la luce del loro orizzonte

L’omicidio

All’epoca l’omicidio brutale del quattordicenne, DeWitt Duckett, fece scalpore in America, specialmente per la sua motivazione. Il giovane indossava un giubbotto della Georgetown University, concupito dall’omicida. E una mano fredda sparò su di lui con l’intento di impossessarsi di quel capo d’abbigliamento.

Si cercò ad ogni costo un colpevole. Qualcuno da punire. però si procedette in maniera, a dir poco, superficiale nell’esame delle prove.

Ma In prigione uno dei tre uomini. Chestnut, scoprì elementi schiaccianti che testimoniavano la propria innocenza e quella dei suoi amici.

E, finalmente,dopo 36 anni, il caso è stato riaperto l’anno scorso. Nel nuovo processo, è emerso che la polizia aveva ignorato e trattenuto i resoconti di più testimoni che identificavano un’altra persona come killer e che i testimoni non erano riusciti a identificare i tre adolescenti nelle schiere di foto. Ma, soprattutto è emersa quella verità troppo a lungo sconosciuta.

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Chestnut, al momento del rilascio

Il vero colpevole, colui che aveva stroncato con un freddo colpo di rivoltella la vita dello studente, era Michael Willis, a sua volta ucciso in una sparatoria nel 2002. 

Le dichiarazioni della procuratrice statale

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Marilyn Mosby

“Oggi non è una vittoria – ha dichiarato con amarezza Marilyn Mosby, la procuratrice statale – ma una tragedia perché questi uomini si sono visti rubare 36 anni della loro vita”.

Una vita che ha cancellato la speranza di una gioventù.

#IrmaSaracino

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