Polsi, tra ‘ndrangheta e cristianità

Polsi

Notificato il foglio di via per quattro portatori abusivi della statua della Madonna di Polsi durante la processione in suo onore

Perso tra i monti dell’Aspromonte, nello scenario di una natura incontaminata, sorge il borgo di Polsi, noto soprattutto per il suo #Santuario. Un luogo sacro balzato ormai alla ribalta delle cronache per il richiamo spirituale che esercita sugli affiliati della’#ndrangheta locale.

Polsi
Il santuario

Un richiamo quasi ancestrale e che ogni anno, in occasione dei festeggiamenti mariani, vede la presenza di numerosi membri della terribile associazione mafiosa.

Forse preda di un profondo afflato espiatorio, molti affiliati della mafia calabrese infatti impreziosiscono con la loro presenza i rituali legati al culto della Madonna di Polsi che, a quanto si dice, sembra essere particolarmente miracolosa. Ed è in virtù di questo che le vie del paese, tra il 31 agosto e il 2 settembre, si popolano di fedeli, molti dei quali giunti appositamente dall’estero.

Una folla incredibile assiste così alla manifestazione. Una folla partecipe e attenta alle coreografiche caratteristiche di questa #processione che, negli ultimi tratti del percorso, è caratterizzata dalla corsa dei portatori del sacro simulacro verso il #Santuario.

Ma questo antico luogo di culto è tristemente associato alla criminalità organizzata calabrese. E spesso è qualificato come il ‘Santuario della ‘ndrangheta’.

Il riscatto

Negli ultimi tempi, però, qualcosa è cambiato. La massiccia presenza in loco dell’Arma dei carabinieri e il coraggio di Don Tonino Saraco, rettore del Santuario, stanno infatti ponendo un argine alle infiltrazioni mafiose nel mondo della devozione.

E la Madonna della Montagna sta ritrovando la sua antica storia, legata alle umili origini della gente del posto. Una storia in cui la leggenda e il mito s’intersecano con una quotidianità spesso fatta di stenti. Una quotidianità che ha portato gli abitanti, anche dei paesi limitrofi, a una continua emigrazione.

Ora, finalmente, gli ‘inchini’ del passato sono banditi ed anche il controllo dei portatori della statua è più accurato. Ed è in questa ottica che s’inserisce il provvedimento della Compagnia dei Carabinieri di Bianco (RC). Questi infatti hanno ottenuto il rimpatrio, con foglio di via obbligatorio, per quattro esponenti della mafia di Bagnara Calabra, imparentati con un leader di spicco, arrestato nel corso dell’operazione ‘Crimine’.

Polsi
Il presidio dell’Arma a Polsi

I quattro infatti, nel corso della #processione dello scorso 2 settembre, si erano intrufolati tra i portatori, ma, individuati, erano stati subito allontanati.

La rinascita

Rinasce quindi la purezza di una devozione che si perpetua da tempo per questa Madonna. Ma soprattutto rinasce la voglia di essere liberi da un ‘cancro’ che affligge questa realtà locale. E la lotta trae linfa vitale proprio dalla cristianità.

#IrmaSaracino