Suicidio di un prete pedofilo in Argentina

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E’ terminata con un suicidio la vita di Don Eduardo Lorenzo. Dichiarato colpevole di pedofilia, stava per essere incarcerato.

Ancora uno scossone per la nostra Chiesa. Ancora una volta la tempesta si abbatte sul nostro clero. E questa volta arriva dall’Argentina una notizia che sconvolge. Il suicidio di un #prete, dichiarato colpevole di un reato infamante: #pedofilia.

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Pedofilia

Si chiamava Eduardo Lorenzo, aveva 59 anni, l’uomo che da anni, abusando del suo ruolo di sacerdote, mieteva #vittime tra i suoi fedeli più piccoli.

Un rituale che si perpetuava con le medesime modalità e che distruggeva la psiche e l’innocenza di quanti cadevano nella sua rete. Una rete torbida, fatta di perversione e di narcisismo, ma che accomuna, purtroppo tanti.

L’adescamento

Facile per lui, guida e punto di riferimento degli scout, adescare le personalità più fragili. Facile soprattutto avere la fiducia dei genitori dei piccoli, che in lui vedevano una guida sicura.

Don Eduardo era molto attivo sul piano delle iniziative e la Chiesa diveniva così quasi una seconda casa per i giovani. Ma il lato oscuro dell’uomo, il demone del male era lì. Negli sguardi concupiscenti di questo sacerdote, nelle sue voglie celate abilmente agli altri.

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Don Eduardo Lorenzo

I racconti, le storie

Ma la verità, prima o poi, trionfa. E la cruda luce squarcia il velo dell’orrore. Perchè c’è orrore nei racconti delle #vittime di questi giochi perversi. C’è orrore nei ricordi di momenti terribili. Momenti che nessuno potrà mai cancellare, neanche adesso che giustizia è fatta.

Le storie sono tante, ma solo in cinque hanno avuto il coraggio di mettersi a nudo e di gridare a tutti la propria vergogna e il proprio disgusto.

Sono storie terribili, il cui racconto erompe come un fiume in piena, inarrestabile e travolgente.

I volti sono segnati dalla sofferenza e dalle lacrime, mentre cresce la rabbia e il disgusto in quanti le ascoltano

Giustizia

Poi, nel 2008, il primo caso, la prima accusa. E ad essa seguirono le altre. Ma solo oggi il provvedimento: il carcere.

“Sono innocente. Non sono un pedofilo, non ho commesso alcun atto indegno del mio essere sacerdote. Ho difetti come tutti gli altri, ma non perversioni, che io condanno e condanno sempre. Sono stato demolito, sono in un momento spaventoso della mia vita”

Ha dichiarato con toni accorati il #prete pedofilo circa una settimana fa. Ma la giustizia ha fatto il suo corso e la procuratrice, Ana Medina, lunedì 16 dicembre, ha chiesto l’arresto del #prete.

La giudice, Marcela Garmendia ha presentato la richiesta e rifiutato l’esenzione dal carcere precedentemente richiesta dall’avvocato dell’imputato. 

Per il Don non c’è stato niente da fare. E l’uomo si è ucciso con un colpo alla tempia. Il suicidio è stato quindi l’epilogo di questa amara vicenda.

Pentimento, vergogna? difficile stabilire le motivazioni di questo gesto.

#IrmaSaracino