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Baghdad, ucciso da raid Usa il generale iraniano Soleimani

Il generale Soleimani è rimasto ucciso con altri 7 in un attacco americano con elicotteri e razzi all’aeroporto di Baghdad. Almeno 12 i feriti.

Soffia un vento gelido tra #Usa e Iran. Un vento di guerra, specie in seguito al raid aereo statunitense che questa notte ha infuocato il cielo di Baghdad. Un raid mirato. Ennesimo tassello di una crisi tra i due stati che dura ormai da tempo e che è costato la vita alla leggenda iraniana: il generale Qassem #Soleimani.

La dinamica

Erano da poco passate le 3 di questa mattina e il convoglio di auto, su cui viaggiava il generale iraniano, stava allontanandosi dall’aeroporto di Baghdad, quando un drone americano, affiancato da un elicottero, ha lanciato un missile su di esso.

Baghdad
La scena dopo il raid

Il bersaglio è stato colpito in pieno. E la falce della morte si è abbattuta su Soleimani, ma anche su Abu Mahdi al-Muhandis, il numero due delle Forze di mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq.

Nell’azione hanno perso la vita altre 5 persone. Numerosi i feriti.

Il Pentagono

“Il generale Soleimani stava mettendo a punto attacchi contro diplomatici americani e personale in servizio in Iraq e nell’area”, questa la dichiarazione del Pentagono che si è assunto la responsabilità dell’#attacco.

“Il generale Soleimani e le sue forze Quds sono responsabili della morte di centinaia di americani e del ferimento di altri migliaia”, ha poi aggiunto, addossando inoltre al generale iraniano anche la responsabilità degli “attacchi contro l’ambasciata americana a Baghdad negli ultimi giorni”.

Successivamente il Pentagono, sempre con gli stessi toni, ha espresso parole che lasciano intravedere una prospettiva non certo rosea. “L’#attacco vuole essere un deterrente per futuri piani di attacco dell’Iran. Gli Stati Uniti continueranno a prendere tutte le azioni necessarie per tutelare la nostra gente e i nostri interessi del mondo“.

Appare quindi evidente come non possa esservi spazio per una mediazione diplomatica e come gli #Usa intendano gestire il difficile rapporto con l’Iran

Le reazioni iraniane

Intuibile la reazione del governo iraniano di fronte a questo atto, considerato terroristico.

Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani– ha dichiarato Ali Khamenei- non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell’attacco della notte scorsa”.

Risulta evidente la criticità del momento, a seguito di un #attacco, ordinato da Trump in persona, e considerato sconsiderato da molti.

Siamo vicini a un conflitto? Tutto sembrerebbe condurre ad esso.

Soleimani era considerato una figura chiave dell’Iran, per molti un mito, una leggenda vivente. Ed inoltre era molto vicino alla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.

Baghdad
Soleimani e Khamenei

Considerato da alcuni il potenziale futuro leader del Paese, era la mente dell’Iran. Il coraggio e la fierezza di questo popolo.

Le incertezze e le paure

Intanto cresce l’ansia in un simile momento. E lo spettro della guerra torna a incombere anche su Israele, mentre sale il prezzo del petrolio.

#IrmaSaracino

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