L’Iran e la notte della vendetta

L'Iran

Nella notte l’Iran ha sferrato un attacco missilistico contro due basi militari Usa in Iraq.

Erano l’1,20, ora locale, ( le 12 in Italia) quando sinistri bagliori hanno incendiato il cielo iracheno nei pressi di Baghdad. Una pioggia di missili balistici a corto raggio si è infatti abbattuta sulle #basi militari di al Asad ed Erbil, due basi che #ospitano le truppe americane e quelle della coalizione, tra cui militari italiani. L’Iran ha dato così avvio all’operazione “Soleimani martire”.

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Il popolo iraniano vuole vendetta

La notizia, esplosa sui media statunitensi, è stata data con toni trionfalistici dalla Tv iraniana. Secondo Teheran sarebbero circa 80 i morti, ma la notizia è stata smentita dalle emittenti Usa.

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I bagliori dell’attacco

La feroce vendetta ha avuto inizio” ha annunciato il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane, che ha sottolineato anche il successo dell’#attacco. Sarebbe stata infatti distrutta la base di al Asad e sarebbero circa 80 le vittime, oltre a numerosi feriti.

Il momento è critico e l’Iran minaccia ulteriori azioni di ” auto-difesa“, qualora vi dovesse essere una reazione da parte degli Stati Uniti.

In tal caso, “se l’Iran dovesse essere attaccato sul suo territorio – sostengono le Guardie Rivoluzionarie – Dubai, Haifa e Tel Aviv verrebbero colpite in un terzo round di attacchi da parte dell’Iran».

Siamo di fronte a una guerra imminente? E’ una domanda che sorge spontanea, visto il precipitare degli eventi.

Le reazioni di Trump

Secondo il suo usale copione, il presidente Trump, subito dopo l’#attacco, ha twittato: “Va tutto bene! I missili sono stati lanciati dall’Iran in due basi militari situate in #Iraq”. Parole rassicuranti, che avrebbero dovuto placare l’ira dei numerosi dissidenti politici americani.

L’America dice no alla guerra

Ha scritto poi il tycoon americano: “La valutazione delle vittime e dei danni si sta verificando ora. Fin qui, tutto bene! Abbiamo di gran lunga le forze armate più potenti e ben equipaggiate del mondo! Farò una dichiarazione domani mattina.”

Una visione ed una valutazione a dir poco ottimistiche, che probabilmente vorrebbero celare la gravità del momento. Ma l’America ha paura. Teme un secondo Vietnam, mentre l’ombra cupa di un terzo conflitto mondiale turba il fosco orizzonte internazionale.

Le reazioni dell’America

Immediate le reazioni del governo statunitense, ma soprattutto discordanti. E, mentre a Washington si è riunito il consiglio per la sicurezza nazionale, Nancy Pelosi, leader dei dem, ha tuonato contro Trump e la sua politica sprovveduta.

Di diverso parere Il senatore Lindsey Graham, un convinto sostenitore del presidente Usa. Questi infatti ha definito l’attacco iraniano un vero e proprio “atto di guerra”.

I missili sono stati lanciati dall’Iran- ha dichiarato il senatore- Il presidente ha tutta l’autorità di cui ha bisogno, ai sensi dell’articolo II, per rispondere. Il modo in cui risponde deve ancora essere determinato.”

L’articolo II

L’articolo II della Costituzione nomina il presidente come “comandante in capo” delle forze armate, ma l’articolo I afferma che il potere di dichiarare guerra è di competenza del Congresso.

Quale sarà la reazione di Trump, preoccupato anche per la vertiginosa salita del prezzo del petrolio?

Non ci resta che attendere.

#IrmaSaracino