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Novoli, tra paganesimo e cristianesimo

Il fuoco della passione contadina vive nelle tradizioni e nelle antiche leggende di Novoli.

Difficile stabilirne le origini, che si perdono nel tempo immemorabile dell’uomo, ma difficile rimanere indifferenti di fronte alla coreografica Fòcara di Novoli, piccolo centro a 8 km da Lecce. Un paese di appena 8000 abitanti, legati alle antiche ed oscure #tradizioni del proprio territorio.

Novoli
La Focara di Novoli

Una realtà prevalentemente contadina nella quale permangono riti di tradizione pagana, quasi tribale. E i simboli, come i retaggi di culture e credenze del passato rivivono ogni anno in questo gigantesco falò, innalzato in occasione dei festeggiamenti per S. Antonio Abate

Tutto è passione, #fuoco, ardore in questa area del nostro #Sud e il tempo sembra fermarsi in questa terra, baciata dal sole.

Ma la vita dei campi è sempre stata dura e l’uomo, legato ad essa, ha sviluppato una sorta di religiosità quasi animistica.

Una religiosità nella quale antiche usanze apotropaiche si fondono con le leggende cristiane. Vite di Santi, antichi racconti di streghe e spiriti del male coesistono così in un rapporto tamente simbiotico da apparire concatenati.

E sta proprio in questa simbiosi il fascino di queste #tradizioni, nelle quali il culto si ammanta quasi di superstizione.

S.Antonio Abate

Padre del monachesimo del IV sec. d.C., questo Santo ancora oggi raccoglie un numero incredibile di fedeli. Protettore degli animali, ma anche dei contadini, è oggetto di un culto molto sentito proprio nel paese di Novoli, dove sorge anche un santuario in Suo onore.

Qui la devozione unisce i tanti pellegrini che giungono anche da altre aree del Salento. Tutti raccolti in preghiera, pronti per un nuovo anno di vita e di speranze.

Valore e significati del fuoco

Considerato, da tempo immemorabile, uno degli ‘elementi essenziali‘ della vita, il #fuoco ha una sua sacralità anche nelle popolazioni più remote, nel tempo e nello spazio.

Novoli
Il fuoco

Potente, implacabile, il fuoco affascina, ma distrugge. E’ vita, morte, energia e sofferenza. Luce e calore: una legge di natura che già le antiche religioni conoscevano e che lo ha posto in relazione con i riti volti a celebrare, in diversi momenti dell’anno, il ciclo di vita-morte-rinascita a cui la Natura e l’uomo soggiacciono sul piano della materia e dello spirito.

E’ così che, a livello popolare, già nelle espressioni più arcaiche della cultura contadina, comparve l’uso dei falò con i quali si tendeva a propiziare la crescita dei raccolti (proprio a tal fine, a volte la cenere di quei fuochi veniva sparsa nei campi) ed il benessere di uomini ed animali.

Ma, a Novoli, la tradizione si accende di luci nuove nella notte in cui il sacro #fuoco illumina la quotidianità di questo borgo.

Novoli
La Fòcara di Novoli 2020

Riecheggia così in questo paesino il fuoco perenne che per gli antichi da’ vita all’universo intero. Nel borgo salentino lo si accende ogni gennaio in omaggio a S. Antonio abate. E i mille bagliori di questo gigantesco falò esplodono nella notte.

Vuole infatti la leggenda che il santo, perennemente tentato dal demonio, una volta si sia inoltrato fra le fiamme dell’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori. Ed è per questo che, da quel momento, egli divenne protettore di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco.

La  Focara di Novoli – il più grande falò del Mediterraneo (25 metri di altezza per più di 80mila fascine di tralci secchi di vite Negramaro) – ha quindi un volto cristiano del culto antoniano, ufficializzato a Novoli nel ‘600, ma le sue origini sono molto più remote.

Antiche, come il tempo, come la memoria.

#IrmaSaracino

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