Sanremo 2020, giustizia è fatta

Sanremo

Non sono mancati i colpi di scena nella IV serata di Sanremo 2020, conclusasi con la giusta affermazione di Diodato.

Una serata, decisamente, movimentata, quella di ieri sera al #festival di Sanremo. Una serata, nel corso della quale, tra baci trasgressivi in diretta e abbandoni rabbiosi, c’è stato posto anche per il talento e la buona #musica.

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I baci della IV serata sanremese

La principale competizione canora della nostra bella Italia ha visto infatti l’affermarsi di #Diodato, premiato dalla giuria dei giornalisti.

Un cantautore che ha saputo, con il suo brano, dare una svolta positiva alla qualità delle perfomances canore, o pseudotali, della gara nazional popolare più attesa dell’anno.

Una gara che è stata ‘impreziosita‘ dalla presenza sul palco di fidanzate celebri, in cerca di un loro riscatto identitario. Ma anche da ospiti di notevole livello e, soprattutto, dalla sapiente conduzione dell’infaticabile Amadeus.

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Amadeus

La linea del traguardo è però vicina e si avvicina il tempo dei bilanci.

Indubbiamente non sono mancate le polemiche, ma ciò rientra negli standard delle manifestazioni popolari. E ben vengano simili polemiche, puchè si parli di questo #festival, giunto ormai alla sua 70esima edizione.

Il consenso degli ascolti ha i decretato infatti il trionfo di Sanremo 2020, sofferto, litigioso, ma vivo. E Amadeus è, a giusto merito, all’apice della popolarità.

La IV serata

Tra pettegolezzi, fischi e litigi improvvisi, il conduttore romagnolo, sino alla fine, ha salutato infatti con un sorriso i telespettatori, affiancato da uno spumeggiante Fiorello.

Sì perché, ieri sera il teatro dell’Ariston, ha visto la ‘rottura’ in diretta del duo Morgan- Bugo ( balzato agli onori delle cronache da perfetto sconosciuto).

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L’abbandono

Ma, soprattutto, il teatro sanremese ha salutato la coreografica apparizione sul palco di Achille Lauro, accolto dai fischi degli spettatori. Bardato da marchesa Luisa Casati Stampa , nel suo incontenibile anelito alla trasgressione, il performer, come al solito, ha dimenticato di cantare, emettendo suoni o lamenti poco adeguati al contesto.

Achille e la musa di D’Annunzio

Del resto il nostro Achille, consegnato alla celebrità dai favori dei social, ha dimostrato sempre indiscutibili doti teatrali, ma non certo canore. Abile nel creare di sè un personaggio, ha rappresentato un valore aggiunto nella comicità di simili rappresentazioni popolari, facendo dimenticare gli amari retroscena di questa edizione.

La vittoria della musica

E, finalmente, tra testi discutibili e stonature paurose, la gara di ieri sera ha avuto termine. Un approdo sofferto, quindi, ma ricco di colpi di scena.

E, contravvenendo alle spietate leggi dello spettacolo, una giuria di giornalisti ha premiato la qualità della musica e del testo.

Diodato, cantautore tarantino, ha salutato così, con la sua semplicità e il suo talento, questa affermazione.

#IrmaSaracino

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