Lourdes, oltre la scienza

Lourdes

Piccolo paese dei Pirenei, Lourdes è meta di migliaia di pellegrini. Oggi, 11 febbraio, come allora, si cerca quella verità che trascende la scienza

C’è un silenzio ovattato, fatto di magia e di misticismo nell’aria di Lourdes. Un silenzio interrotto solo da dolci bisbiglii e dai sospiri di chi ancora spera, ancora prega.

I volti sono sereni, alcuni sorridenti, anche quelli dei tanti volontari che assistono ammalati terminali. Tutti attendono, tutti vedono quella #luce brillare nella notte. Una luce che dovrebbe illuminare i cuori, ma anche le vite di coloro che cercano un Dio, o forse lo hanno dimenticato.

Lourdes
Le luci della fiaccolata notturna di Lourdes

Non c’è spazio per le incertezze a Lourdes, perché anche queste si sciolgono in un pianto liberatorio, quasi innaturale, ma certamente non voluto. Sono le lacrime della sofferenza, dei dolori della vita. le lacrime di quella #fede tante volte rinnegata, ma comunque cercata.

Alla ricerca di certezze

Ognuno ha una storia da raccontare. Ognuno si perde nella ricerca di quelle certezze che non riusciamo ad avere, perché a Lourdes il divino o l’irrazionale si fa umano.

Lourdes
La fiaccolata serale di Lourdes

Lo si percepisce nell’acqua di quelle vasche nelle quali centinaia di persone s’immergono quotidianamente. Alcune sane, ma malate nello spirito. Altre con piaghe visibili.

L’acqua è fresca, cristallina e li accoglie senza contaminarli. Analizzata da sempre da uomini di #scienza, pur essendo piena di agenti patogeni, cura, lenisce ogni ferita. E’ una sorgente di vita che sgorga dalla roccia ancora oggi, come allora.

Ma si rimane coinvolti dal canto, che sembra provenire direttamente dal cuore, nel corso della fiaccolata serale. Migliaia di fiammelle illuminano i volti di uomini, donne, malati sulle barelle. Ma la #luce è unica.

Molti, tanti cercano il miracolo della guarigione, della vita, ma la #fede è già di per sé un miracolo.

Le guarigioni

Sono circa 68 le guarigioni inspiegabili avvenute a Lourdes, tutte scientificamente attestate. Ma la cittadina dei Pirenei sconvolge, cambia tutti.

Ci si guarda intorno e si rimane sconvolti dal mistero di quella fede che illumina i volti e allora si ridimensiona tutto.

E le storie, le testimonianze, sgorgano come fiumi in piena, esondando i limiti della nostra ragione.

Impossibile raccontarle tutte, ma tra esse emerge il racconto di un giovane alpino di 20 anni, colpito da un sarcoma che gli aveva ridotto il femore di ben 20 centimetri.

Il racconto

Preda della disperazione, decise di andare nel paese di Bernadette, con un treno bianco dell’Unitalsi. Una volta giuntovi, si bagnò in una delle piscine e subito iniziò a muovere le dita dei piedi.

Tornato in Italia, in ospedale, chiese di fare delle radiografie, ma  i medici non lo assecondarono. Lo consideravano spacciato. Dopo 6 mesi un dottore, che lo vide camminare per il reparto, lo accontentò: il sarcoma era sparito e il femore intatto, completamente ricostruito.

La #scienza alzò le braccia.

#IrmaSaracino