San Valentino, ardore religioso o consumismo

Sempre più consumistica, la festa di San Valentino rimane ancorata ad antiche tradizioni.

Mentre il mondo , con rilevante ardore, ipotizza l’ardente regalo che William offrirà a Kate, si celebra oggi la festa degli innamorati. E San Valentino torna a proteggere tutti coloro i quali perseguono il loro sogno d’#amore.

San Valentino
Gli amori della famiglia britannica

Le vetrine pullulano di #cuori e gli addetti alla ristorazione fanno a gara per creare dolci e romantiche atmosfere per gli innamorati che, questa sera, oseranno sfidare i costi dei menù preparati per l’occasione.

Il panorama è variegato. Dalle vetrine alle tasche tutto si colora di rosso. Rosso come i cuori che troneggiano ovunque, come la passione. Ma, in realtà, si allontana anche il sogno romantico di fronte all’aspetto consumistico e, soprattutto, al lievitare dei prezzi.

Cupido così, sempre pronto a scagliare le sue frecce, rimane perplesso di fronte al disincanto di molti.

Insomma un vero ‘guazzabuglio’, in cui l’ardore religioso e falsamente celebrativo di questo Santo, sconosciuto ai più, affonda in un consumistico paganesimo.

Si rinverdiscono così le remote origini di questa festa, legata alle celebrazioni sfrenate del dio Luperco, dio della fertilità.

I Lupercalia

I Lupercalia, appunto, erano rituali vagamente orgiastici, caratterizzati dalla nudità di baldanzosi giovani che, armati di frusta, percuotevano le palpitanti nudità delle matrone romane, anche quelle in stato interessante.

San Valentino
I Lupercalia

Una festa sado-maso quindi? In realtà nel mondo pagano anche la religiosità era vissuta senza freni inibitori. E la fisicità aveva un ruolo significativo anche nella sfera così detta ‘celeste’.

Inoltre lo stretto legame con un’economia essenzialmente agricola imponeva cerimoniali dal valore apotropaico e connessi alla fertilità.

La festa cristiana

Ma le cose cambiarono con l’affermazione del cristianesimo. E nel 496 d. C., papa Gelasio I volle porre fine a questo tipo di ritualistica osè, preservandone solo alcuni aspetti. Consuetudine tipica del cristianesimo dei primi tempi!

L’illuminato pontefice spostò così la data della festa dal 15 al 14 febbraio e la consacrò ad un Santo, non meglio identificato, di nome Valentino.

Sì, perché in realtà i santi con questo nome sono due. Il primo, nato a Interamna (oggi Terni) nel 176, proteggeva gli innamorati, li guidava verso il matrimonio e li incoraggiava a mettere al mondo dei figli. 

Il secondo, invece sarebbe morto a Roma il 14 febbraio del 274, decapitato. Per alcune fonti sarebbe lo stesso vescovo di Terni. Per altri – tesi più plausibile – sarebbe un altro martire cristiano. Per altri ancora, non sarebbe mai esistito.

Comunque, qualunque sia l’identità di questo Santo, l’#amore oggi è celebrato in tutto il mondo, anche nel suo aspetto peggiore: quello consumistico.

#IrmaSaracino