La magia dell’Elisir d’amore nella notte di Taranto

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Una nuova luce ha irradiato ieri sera la melodia dell’Elisir d’amore di Donizetti.

C’è sempre una sottile alchimia quando note immortali brillano nell’aria, colmando i cuori. E le mille voci, le dolci armonie del #melodramma irrompono sul palcoscenico della nostra vita. Perché questo é la magia o forse il mistero dell’opera: saper rappresentare sulla scena le passioni, i tormenti dell’uomo con la complicità della musica.

E ieri sera, nella risplendente luce del Salone degli specchi di Taranto, l’Elisir d’amore di Donizetti, ha indossato una veste nuova, fatta di sogni e di dolci promesse.

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Note immortali nel Salone degli specchi di Taranto

Le voci del domani

Sì, perchè questa volta protagonisti sono stati loro, i nostri giovani. Sicuri, gioiosi, hanno saputo, con le loro voci e le loro esecuzioni musicali, dare corpo e scena ai personaggi dell’opera di Donizetti.

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Un momento della rappresentazione

I ragazzi, tutti studenti del Liceo Archita di Taranto, hanno avuto l’abilità di coinvolgere il pubblico presente in sala, creando così un’atmosfera nuova e densa di emozioni.

Era nell’aria, nella musica il loro anelito verso un domani risplendente di successo. E l’incanto di questa sensazione ha dato al melodramma una veste nuova.

Ma il merito va indiscutibilmente a chi ha creduto in loro, supportandoli e guidandoli in questa ardua impresa, in questa notte di magia.

Due donne, due docenti, due guide: Palma #Esposito, già nota al pubblico come concertista, maestra di pianoforte, e Daniela #Abba‘, maestra di canto, che ha partecipato in prima persona al #melodramma.

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Palma Espositp

Un plauso va anche alla regia, che ha dosato perfettamente i momenti di narrazione con quelli musicali. Ma, soprattutto vi è stata una fluidità rappresentativa, nella quale sono emerse le doti sceniche, oltreché interpretative dei giovani.

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La magia al di Là del saggio

E quello che potrebbe apparire, a una prima lettura, come un saggio si è trasformato in una vera performance, caratterizzata da momenti di commozione, invero partecipativi.

Daniela Abba’ in un momento della rappresentazione

La bella gioventù

Continuerò a studiare canto“- ha dichiarato con entusiasmo uno dei protagonisti della serata, uno studente prossimo alla maturità. E nei suoi occhi c’era quell’ardore che illumina l’età più bella, quella dei sogni e delle gioiose aspettative del domani.

Una risposta a quanti non credono in loro. Perchè i giovani, se abilmente guidati, sanno dare e, soprattutto sannno sorprendere.

L’importante è accendere in essi quella fiamma che li porta all’impegno. Comprendere le loro attitudini e prenderli per mano lungo l’aspro sentiero della vita.

Come hanno fatto appunto Palma Esposito e Daniela Abba’.

#IrmaSaracino