Caracas, arriva il coronavirus

Caracas

Da Caracas l’annuncio ufficiale dei primi casi di covid-19 in Venezuela. E’ allarme.

Caracas. Era nell’aria, nell’amara realtà di un Paese al collasso, vessato da un regime dittatoriale, la notizia che tutti temevamo: il #coronavirus é arrivato in #Venezuela. A darne la notizia ufficiale, dopo le usuali apologie del regime, Delcy Eloína Rodríguez, vicepresidente e braccio destro di #Maduro.

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L’annuncio della Rodriguez

Secondo le dichiarazioni della Rodriguez, in verità poco attendibili, si tratterebbe di due casi isolati, nello Stato di Miranda, che comprende una parte dell’hinterland della capitale Caracas. Entrambi provenienti dall’Europa, ormai considerata cuore della pandemia.

Si tratta di una quarantunenne, che ha recentemente viaggiato negli Stati Uniti, Italia e Spagna, e di un uomo di 52 anni, che è stato da poco in Spagna.

Ovviamente la vicepresidente ha sottolineato la tempestività del suo Governo nell’isolare i due casi e ha elencato una serie di provvedimenti presi per scongiurare il diffondersi del virus.

Tra i primi provvedimenti, infatti, la chiusura delle scuole da lunedì prossimo e l’obbligatorietà dell’uso di mascherine nella metropolitana di Caracas. Salvo poi verificare il rispetto delle norme igienico sanitarie in un paese in cui manca l’acqua e il sapone é un bene raro!

Caracas
Il caos del Venezuela




Intanto cresce la tensione tra i venezuelani che, stante l’attuale situazione ospedaliera, temono il peggio.

La situazione degli ospedali venezuelani

Anche se #Maduro si ostina ad attribuire ogni responsabilità delle condizioni precarie del Paese alle sanzioni statunitensi, in realtà le conseguenze del suo mal-governo sono palesi.

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Maduro

Anni di recessione, iperinflazione e investimenti insufficienti nei servizi pubblici hanno lasciato il Venezuela in cattive condizioni per far fronte a qualsiasi caso di coronavirus che si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo”, affermano gli operatori sanitari.

 I suoi ospedali soffrono di carenze croniche di medicine e forniture, nonché di frequenti cali di elettricità e acqua corrente.

In un ospedale nella città occidentale di Maracaibo, in #Venezuela, le carenze croniche di acqua hanno costretto il personale ad usare secchi di vernice come servizi igienici. 

Scarseggiano persino i guanti medici e gli operatori sanitari usano gli stessi guanti su più pazienti.

Hania Salazar, presidente della scuola per infermieri di Maracaibo, nello stato occidentale di Zulia, ha affermato che gli operatori ospedalieri sono senza rifornimenti da anni.

“I lavoratori portano i propri kit con sapone e asciugamani e la propria acqua da bere e lavare”, ha detto Salazar.

Il momento é drammatico. ” Che Dio ci aiuti!”, ha esclamato un paziente di un ospedale di Caracas, quando é stata data la notizia ufficiale dei primi due casi. Lo scoramento é ormai dipinto sui volti di tutti.

E se L’Europa vive una triste quotidianità, incombe sull’America Latina lo spettro di una pandemia che potrebbe avere conseguenze disastrose.

L’amara realtà

Il governo venezuelano non pubblica statistiche sull’assistenza sanitaria, ma ci sono profonde carenze di antibiotici e forniture generali, comprese le scarsità di articoli di base necessari per affrontare un’epidemia.

E, se il virus si diffondesse in questa realtà sociale, le conseguenze sarebbero gravi per tutti.

#IrmaSaracino