La preghiera del silenzio di Taranto

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In questo estenuante silenzio sgorga dai cuori la voce unica di una preghiera

C’é un tempo per la #vita, per le mille voci di una città, per i suoi colori, i suoi profumi, ma c’é anche un tempo per il #silenzio. Un silenzio che opprime, che induce alla preghiera, perché la #paura incombe su di noi.

Un #silenzio fatto di nulla, ma che sa parlare. Sa scuotere le coscienze e fa capire che la vita é bella comunque e la libertà é un bene supremo, irrinunciabile.

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Le strade deserte di Taranto

Gli interrogativi

Ci chiediamo fino a quando, mentre sembra allontanarsi sempre più la tenue luce di una speranza in questo orizzonte così cupo.

Allora riscopriamo la nostra fragilità, quella voglia di vivere anche una quotidianità fatta di cose semplici: la passeggiata per le vie del centro, l’incontro con amici e l’attesa del domani nelle lusinghe della sera.

L’incubo

Viviamo un incubo improvviso con una sola certezza: quella di essere niente, se non pedine di un destino che ci sovrasta, mentre giochiamo con la morte una partita incerta, interminabile.

Ci diciamo che é solo una parentesi, che tutto tornerà come prima, ma scopriamo i nostri limiti, le nostre incertezze e allora invochiamo quel Dio troppo spesso dimenticato.

E la voce risuona come un eco lontana nel #silenzio innaturale:

Padre nostro, ascoltaci,

in questa notte che fa paura

Nella solitudine dei nostri giorni

nelle ore perse nel tempo dei ricordi

nelle promesse di un mondo migliore.

Ascoltaci,

al di là della perenne incertezza del nostro essere,

Noi ti abbiamo troppo spesso dimenticato,

offeso, cancellato..

Non ci resti che Tu

nel deserto della vita, della morte

quando anche l’ultimo sogno svanisce

e l’alba si perde nella luce ignota dell’eternità.

Non abbandonarci, in questo buio sconfinato,

dove ci perdiamo senza via d’uscita,

e, se realmente il perdono ti appartiene,

dimentica e

salvaci.

#IrmaSaracino