Scatta allarme Coronavirus a Taranto

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Positivo al tampone un operaio dell’ex Ilva di Taranto. Scatta allarme nel capoluogo Jonico.

 

E’ arrivata la notizia tanto temuta dai tarantini: il Covid-19 ha colpito all’interno dell’ex #Ilva. E scatta allarme #coronavirus in città.

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L’inferno di Taranto

Sgomento, ma soprattutto paura, oltre a una naturale solidarietà irrompono negli animi di tutti.

Si sapeva. Prima o poi sarebbe accaduto”, qualcuno mormora con una sorta di rassegnazione sui social, ormai unica briciola di una socialità perduta. Mentre si moltiplicano i commenti e le pagine si riempiono di considerazioni di ogni tipo.

Troppa gente a contatto– soggiunge qualcun altro- Non c’erano sistemi di sicurezza per gli operaiNiente mascherine!– è il grido comune. Poi la rabbia esplode per una miccia accesa da troppo tempo.

Troppe le morti causate dalla logica del profitto, nell’indifferenza di chi ‘può’, ma tace. Troppe le lacrime di questa città!

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Lo splendore malinconico di Taranto

La notizia, arrivata nel pomeriggio di oggi, esplode così nelle strade deserte di #Taranto, nei suoi vicoli, nelle sue ombre e nelle sue luci, ma soprattutto nelle sue voci. Echi lontani di un passato antico come la sua Storia, come le sue tradizioni.

Il fatto

Quando nella tarda serata di venerdì scorso l’operaio, addetto agli impianti di ossigeno (reparto PGT), si era recato al lavoro per l’ultimo turno, il controllo al termoscanner non aveva rilevato uno stato febbrile.

Solo in seguito l’uomo aveva avvertito un malore e la temperatura corporea risultava essere di quasi 38 gradi.

Riaccompagnato a casa, rimaneva qui isolato fino a ieri. Poi il ricovero all’ospedale Moscati, uno dei centri Covid della Puglia.

Le paure e le reazioni

Dell’uomo non si sa ancora molto, ma sono già tantissime le attestazioni di solidarietà da parte del ‘popolo della rete’.

Intanto il clima che si respira, all’interno della fabbrica, é ancora più incandescente.

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Dentro l’inferno

Si dovrà sottoporre al test anche chi ha avuto contatti con l’operaio negli ultimi giorni, compresi i colleghi di lavoro, mentre l’azienda ieri ha proceduto a sanificare l’edificio, predisponendo il protocollo Covid. Forse un po’ in ritardo?

I sindacati da tempo evidenziano la necessità di «contenere al minimo tecnico gli impianti riducendo la presenza di dipendenti diretti e dell’appalto all’interno dello stabilimento».

Il prefetto di Taranto Demetrio Martino giorni fa ha firmato un decreto che dispone la sospensione dell’attività produttiva ai fini commerciali fino al 3 aprile, ma consente l’impiego di 3.500 lavoratori diretti e 2.000 dell’appalto nelle 24 ore.

E, dopo la bagarre con il sindaco Melucci, Arcelor Mittal conoscerà finalmente il rispetto delle regole? Si spera, ma prevale lo scetticismo.

Intanto la cittadinanza tutta si stringe intorno a quest’uomo e formula l’augurio di una pronta guarigione.

#IrmaSaracino