Gli eroi troppo spesso dimenticati

Sono in prima linea, pronti a rischiare per noi, sono gli eroi di una quotidianità divenuta surreale

Il coronavirus sta letteralmente mettendo in ginocchio la salute e l’economia dell’intero pianeta, facendo registrare ben oltre 80.000 decessi a livello mondiale e danni economici incalcolabili. Ma, in questa amara realtà, emergono gli eroi del momento.

A fronteggiare questa temutissima pandemia, accanto al personale sanitario e alle forze dell’ordine, ci sono gli eroi troppo spesso dimenticati, ma che combattono ogni giorno in prima linea, mettendo a repentaglio la loro stessa vita. Sono i dipendenti dei #supermercati.

Gli eroi costretti a lottare nella quotidianità

Mentre lo stato di emergenza impone la chiusura di quasi tutte le attività commerciali, la somministrazione dei beni di prima necessità é per l’appunto garantita dall’apertura senza alcuna tregua di supermercati.

Alimentari ed articoli sanitari sono spesso considerati una vera e propria oasi di felicità da chi, quotidianamente, viola i limiti imposti dalla quarantena col solo scopo di concedersi quella tanto agognata”ora d’aria”.

L’Italia dei”decreti”

Assistiamo quasi a giorni alterni all’emanazione di nuovi #decreti.

Ma sembra che il nostro paese non voglia affatto prendere in considerazione le precarie condizioni in cui i dipendenti delle attività sopra menzionate sono costretti a lavorare.

Dinanzi ai #supermercati si formano #file interminabili di persone spesso non dotate né di guanti né di mascherine.

Sono #file costituite soprattutto da chi, in quel supermercato, si è già recato la mattina stessa, ma ci è poi ritornato alcune ore più tardi.

Il motivo? perché magari ha dimenticato di acquistare un singolo articolo, per giunta non indispensabile.

Richieste di aiuto non ascoltate

Sono numerose le richieste alle forze dell’ordine per un rapido intervento, soprattutto per evitare l’assurdo assembramento dinanzi alle porte delle attività commerciali.

Troppo spesso, però, le autorità, a causa del personale impegnato in altre sedi, non possono materialmente intervenire in loco per riportare la situazione entro i limiti imposti dalla legge

La mancanza di senso civico

Così sono i dipendenti degli stessi esercizi a dover rifornire i clienti almeno di guanti per fare la spesa. Questi però spesso si rivelano menefreghisti ed irriconoscenti, quando in realtà dovremmo essere tutti solidali in questo enorme momento di difficoltà.

C’è chi, per esempio, chiede di poter superare la fila perché stanco di aspettare. O, ancor peggio, c’è chi si lascia andare a comportamenti aggressivi e brutali nei confronti di altri, come lui, in coda, ma privi delle ormai preziose e costose mascherine.

Condizioni di lavoro precarie

Restano pertanto precarie le condizioni lavorative dei dipendenti, non tutelati non solo dallo Stato ma, soprattutto, dai loro stessi datori di lavoro.

Il doversi interfacciare con una clientela priva di senso civico e che non rispetta le più elementari norme igienico-sanitarie costituisce per tali lavoratori un grave pericolo per la loro incolumità e per quella dei loro cari che li attendono a casa.

Quella normalità alla quale, al momento, non possiamo tornare

In virtù della gravità della situazione sanitaria nel mondo, appaiono fin troppo utopistiche le dichiarazioni del premier Conte.

Ci parla di un imminente, quanto auspicato, ritorno alla normalità. Ci dice che dovremo gradualmente convivere col virus. Ma sono notevoli le perplessità.

Sono altresì in molti ad avere la convinzione che lo Stato si sia mosso troppo tardi nell’adottare le necessarie misure di contenimento, e che davvero poco si stia facendo per aiutare tutte le famiglie economicamente in difficoltà, soprattutto a causa del nostro sistema burocratico, da sempre molto lento e macchinoso.

“Restate a casa”, un appello che non deve essere più ignorato

Sarebbe dunque auspicabile che lo Stato adotti rapidi provvedimenti a garanzia di chi lavora in questo clima di grande emergenza ma, soprattutto, che tutti i cittadini programmino con razionalità gli acquisti da effettuare, magari recandosi a fare una sostanziosa spesa solo una volta alla settimana.

E’ un momento nel quale tutti dobbiamo fare la nostra parte con coscienza e buon senso, restando a casa, affinchè si possa evitare di mettere ogni giorno a repentaglio non solo la nostra salute, ma anche quella di chi, ogni giorno, è costretto a stare sul proprio posto di lavoro, quando invece preferirebbe essere a casa circondato dall’affetto dei propri familiari.

#GianlucaZaccaria