Europa, cronaca di un fallimento

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Sembra allontanarsi sempre più quell’ideale di un’Europa unita che fu il sogno dei padri fondatori. Oggi l’incontro decisivo dell’Eurogruppo.

C’é attesa per la ripresa dell’incontro dell’#Eurogruppo, che avrà luogo nel primo pomeriggio di oggi. Una ripresa resa necessaria dalla mancanza di un #accordo tra i paesi di un’Europa sempre più divisa sulle modalità d’intervento economico nell’attuale emergenza pandemica.

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Le bandiere del sogno europeo

I toni sono sempre più accesi, specie dopo l’atteggiamento di alcune nazioni del Nord, quali l’#Olanda. Nazioni decisamente contrarie agli eurobond, ma favorevoli al Meccanismo europeo di stabilità. Meccanismo da usare con le relative condizionalità per tutte le spese che vadano oltre quelle strettamente sanitarie a breve termine.

Ieri, dopo una riunione di ben 16 ore, animata da toni a dir poco vivaci, l’Europa ha mostrato il suo vero volto: quello di una mancanza di coesione. Quello del fallimento.

Svanisce il sogno?

E si riaffaccia la visione deludente di un’Europa che, nel corso degli anni, é stata sempre assente, specie nei confronti dell’Italia. Impossibile infatti dimenticare l’assenteismo dell’Ue di fronte ai problemi causati dalla massiccia ondata migratoria sulle nostre coste.

E ora i particolarismi nazionalistici e gli interessi economici di alcune nazioni vengono poderosamente alla ribalta. Il palcoscenico é lì, quello di un teatro mondiale. Il sipario ormai é aperto.

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Si apre il sipario

Conte, il nostro amato leader, mostra i pugni e dice no al Mes, minacciando la fine del sogno europeo, mentre l’#Olanda, probabilmente appoggiata in segreto dall’ambigua Germania, oltre ai suoi dolci tulipani invia segnali poco rassicuranti.

Il Parlamento olandese

Il Parlamento olandese, in una seduta straordinaria infatti, ha approvato due risoluzioni che esortano il governo a non accettare gli Eurobond e a tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes.

L’indirizzo politico dell’Olanda è chiaro e la Nazione pretende il Mes condizionato, seppure con modalità diluite nel tempo. Inutili, finora, le proposte di compromesso avanzate da Mario Centeno, Bruno Le Maire e Olaf Scholz.

L’ultima spiaggia

Ultimo approdo di questa singolare ‘tenzone’ potrebbe essere il ‘recovery fund’ francese.

Conte e Macron

In realtà un compromesso che parrebbe poter incontrare i favori di tutti, soprattutto se non si entra nei dettagli di come alimentarlo.

Ma anche questo sembra uno strumento limitato e lo spettro del Mes incombe sempre di più, con tutte le sue conseguenze, non certo favorevoli all’attuale pandemia economica.

Le ipotesi possono aprire la strada a molteplici scenari, ma la via da percorrere appare ormai unica: quella che conduce al dissolvimento di un miraggio.

#IrmaSaracino