Le frasi celebri del coronavirus

frasi

Nell’isolamento forzato dell’Italia riecheggiano frasi ripetute in maniera ossessiva.

Ancora il silenzio a farci compagnia nel deserto e nell’inquietudine delle tante incertezze di questa pandemia. Ancora promesse, esortazioni e ‘pillole‘ di un farmaco sconosciuto agli #Italiani. Frasi ossessive che si ripetono come un #mantra diabolico, mentre i droni sorvolano le nostre solitudini.

frasi
Uno dei ‘droni’ di Pasqua

Le promesse e i mantra del nostro governo

I giorni scorrono lenti, inesorabilmente uguali, e gli appelli, affidati a personaggi noti, sono ormai stucchevoli e ripetitivi.

‘Io resto a casa’ é divenuta la frase dell’incubo che si protrae da oltre un mese. Indubbiamente questo isolamento é l’unica strategia possibile contro questo virus misterioso, ma ancora i risultati tardano a venire.

E la quotidianità é scandita da momenti ben precisi, ancorati alla tenue speranza che finalmente la curva dei contagi possa scendere. Ogni giorno infatti Borelli, ormai croce e delizia dei nostri pomeriggi, ci fornisce numeri e dati ancora troppo altalenanti.

frasi
La quotidiana conferenza stampa di Borelli

Forse qualcosa non ha funzionato nel gestire l’epidemia del #coronavirus? Non ci é dato sapere. Intanto vibra nelle nostre orecchie la solita frase: non bisogna abbassare la guardia.

Un’ossessione che si fa angoscia, specie quando a ripeterla sono i tanti giornalisti dei nostri media, ovviamente indeboliti nella loro creatività linguistica dall’attuale momento.

La rabbia e gli interrogativi

Emergono verità nascoste, insufficienze, carenze, mentre il nostro leader, Conte, tra un decreto e l’altro, trova il tempo di bisticciare con i due perturbatori della manipolazione di massa: Salvini e Meloni.

frasi
Salvini e Meloni

‘Insieme ce la faremo’, é l’appello che Conte rivolge con il suo usuale ‘bon ton’ agli Italiani, dimentico di averlo già detto in ripetute occasioni.

Volano nei cieli le apostrofi celebrative dell‘orgoglio italiano, ma anche le speranze di tutti noi.

Come mai, ancora?’, é uno degli interrogativi che nascono spontanei tra la gente comune, ma il silenzio circonda e avvolge questo grido.

Gli eroi e i lanciafiamme

Le immagini si susseguono, in un carosello senza fine e scorrono dinanzi ai nostri occhi i volti di quegli ‘eroi‘, in prima linea, vittime della superficialità e della scarsa efficienza. Troppi infatti i medici, gli infermieri caduti sul fronte del #coronavirus!

Si poteva evitare? Forse un giorno si saprà.

Intanto un sorriso mesto e una bonaria ironia accompagnano le performances di alcuni nostri amministratori, mentre incombe la minaccia dei ‘lanciafiamme’

Non ci resta che sperare in una nuova alba, in una nuova luce.

#IrmaSaracino