Il demonio non va in quarantena

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Nel Vercellese un sacerdote evita la multa di rito, ai tempi del coronavirus, per un’esigenza lavorativa della massima urgenza: un esorcismo. Perché il demonio colpisce ancora.

Incredibile questa vicenda lo é, anzi forse degna del migliore copione di un certo tipo di cinematografia, ma la realtà spesso sa superare la fantasia. E si colora di mistero quando l’uomo si confronta con qualcosa che lo sovrasta, rendendolo impotente di fronte a una dimensione altra, imponderabile. In questo caso specifico: il demonio.

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Il Bene, il Male, una partita a scacchi senza fine

E sì, perché, a dirla tutta, ci sono dei limiti oltre i quali l’essere umano non può o non vuole andare. Allora meglio negarli, meglio ignorarli. Meglio affondare in quelle pseudo certezze razionalistiche che si esprimono nel materialismo esasperato di questa società.

L’esorcismo

Che il demonio nell’immaginario collettivo abbia sempre rappresentato la parte oscura di ciascuno di noi e sia stato raffigurato come un’immagine mostruosa, é noto a tutti, ma ciò che sfugge é la percezione di quella soglia invalicabile, oltre la quale si apre la luce o la notte buia.

E l’#esorcismo, pratica antica come il tempo, ancora fa ammutolire e divide gli uomini.

Inconcepibile per gli scettici, anche se ammessa dalla Chiesa cattolica. Temibile e da brivido per i soggetti facilmente suggestionabili.

Comunque sia l’#esorcismo é una realtà. E’ il braccio di ferro tra Bene e Male, nella perenne antitesi che determina anche l’esistere dell’uno e dell’altro.

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Il dualismo dell’essere

La vicenda

Alla luce di queste premesse, immaginabile quindi lo stupore degli agenti delle polizia locale di Arborio, nel Vercellese, quando si sono trovati dinanzi un #esorcista in carne ed ossa.

Dopo aver fermato l’auto su cui viaggiava il #sacerdote infatti, gli agenti gli hanno chiesto l’autocertificazione che giustificasse questo suo spostamento. E, nello sbalordimento generale, il prete ha presentato un’autocertificazione in cui diceva di dover andare a fare un #esorcismo, per scacciare una presunta presenza demoniaca. 

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Il rituale del tempi del coronavirus

“L’autocertificazione che il #sacerdote ha presentato era inoppugnabile, corredata dalle credenziali firmate dall’arcivescovo.- ha spiegato successivamente il comandante della polizia locale. Pierangelo Daglia- E’ stato quindi lasciato passare senza la verbalizzazione della contravvenzione”, ha poi soggiunto.

In effetti, sulla base dei decreti che si sono susseguiti in queste settimane, il ragionamento dell’ufficiale non fa una grinza.

Nei decreti si spiega infatti che, a causa dell’emergenza sanitaria, una persona può uscire dalla propria abitazione solo per casi urgenti e per motivi comprovati di lavoro.

Di lavori ve ne sono tanti, ma non dobbiamo dimenticare anche un lavoro di carattere spirituale come l’ esorcismo. Un lavoro duro e faticoso indubbiamente!

Ma pur sempre un lavoro e della massima urgenza!

Il #sacerdote ha potuto così continuare indenne, dal punto di vista economico, la sua corsa, pronto ad affrontare uno scontro ben più duro.

Insomma, nei tempi della pandemia, sembra proprio che il demonio non voglia restare a casa.

#IrmaSaracino