Bestie di Satana, redento e scarcerato Volpe

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Dopo 16 anni di carcere, é stato liberato Andrea Volpe, un adepto delle Bestie di Satana.

Alcol, droga, riti satanici da copione horror e un gruppo di giovani, le Bestie di #Satana. Pronti a tutto, pur di avvicinarsi al loro idolo, alla loro guida.

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Sulle vie dell’orrore

Questi i protagonisti di una storia che ha dell’incredibile e che destò, nel 2004, viva eco in tutto il mondo per la serie di efferati delitti di cui i giovani si resero autori. La BBC annoverò i crimini, commessi dalle Bestie di Satana, tra i più scioccanti della storia d’Italia del secondo dopoguerra, ma la vicenda destò in tutto il mondo unanime sconcerto.

Tre gli #omicidi scoperti dagli inquirenti e un’induzione al suicidio, tutti dichiaratamente compiuti da questo gruppo di esaltati, tra il 1998 e il 2004, ma sembra che possano essere stati in numero maggiore.

Il processo

Uno dei protagonisti di questo indimenticabile processo fu Andrea #Volpe, che in uno slancio di pentimento, in carcere, dichiarò di essere stato l’autore del barbaro omicidio di Mariangela Pezzotta, figlia di un leader di Forza Italia.

#Volpe, sempre sulla via del pentimento, rivelò anche i nomi di altri adepti che avevano contribuito all’uccisione di due giovani: Fabio Tollis e Chiara Marino.

Le giustificazioni addotte dal giovane, che oggi ha 44 anni, furono aberranti. Uccise la Pezzotta per una sorta di iniziazione, che lo obbligava a bere il sangue della sua vittima.

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Il papà di Mariangela Pezzotta

Cosa che egli fece puntualmente nel macabro teatro di uno chalet di Golasecca Pineta, nel Varesotto.

Le condanne

Nel 2007 il procedimento si concluse con la condanna all’ergastolo per il leader del gruppo e condanne più lievi per gli altri, a seconda del grado di responsabilità.

Volpe, grazie alle attenuanti derivanti dalla sua confessione, fu condannato a 20 anni. Di questi, probabilmente per un percorso di redenzione da lui compiuto in carcere ( si é convertito infatti alla fede evangelica), ha scontato 16 anni. E, il 14 marzo scorso, si sono spalancate per lui le porte del carcere di Ferrara.

Ora é libero, pronto per una nuova vita ( almeno questo é quanto asserisce lui), ma il dolore dei genitori delle vittime non potrà mai essere cancellato.

Vite spezzate in nome della crudeltà.

#IrmaSaracino