Il Sudan dice basta alla femminilità mutilata

Svolta storica in Sudan. Il nuovo governo di transizione vieta la mutilazione dei genitali femminili.

Infibulazione, una parola che fa paura. Una pratica antica, legata a tradizioni tribali, che sconvolge, che ci parla di bimbe mutilate, private dei loro genitali. Una pratica diffusa prevalentemente in #Africa e che non ha alcun legame con le religioni, ma fa della donna l’oggetto di un ‘piacere’ esclusivamente maschile. Oggi finalmente arriva dal Sudan uno spiraglio di luce ad illuminare l’universo femminile, ancora schiavo di un maschilismo meschino.

Sudan
Strumenti usati per l’infibulazione

Anni di battaglie, di denunce ed oggi, finalmente, una nuova realtà. L’orribile pratica infatti, diventa reato nel Paese dove è ancora molto diffusa.

Il bilancio é terribile. In Sudan quasi nove donne su dieci sono state sottoposte alla forma più invasiva dell’infibulazione, ritenuta un rito di passaggio obbligato e un pilastro del matrimonio.

Ma oggi il nuovo Governo dice basta e l’#infibulazione diviene reato penale, punibile con la detenzione fino a tre anni. Sarà difficile però sradicare una mentalità che fa parte del tessuto storico culturale dei paesi africani, specie nell’interland.

Il taglio

Storie, tante.. sofferenze e lacerazioni identitarie, ancora di più. Sono le storie che vivono negli occhi delle #donne che hanno subito o che sono riuscite a fuggire.

Sono perlopiù #donne africane, vittime di società che le vuole oggetti di piacere.

Quando ti fanno ‘il taglio’ non puoi neanche gridare. Le braccia e le gambe vengono legate. La bocca deve rimanere chiusa per l’onore della famiglia”.

A parlare é Nice Nailantei Leng’ete, fuggita dal suo villaggio Masai in Kenya.

Sudan
Nice Nailantei Leng’ete

Aveva solo 9 anni Nice quando in famiglia decisero che fosse venuto per lei il tempo di diventare adulta ed essere infibulata. Ma all’orrore di questa pratica disumana, Nice disse ‘no’ e, con la forza della disperazione, scappò.

Senza essere infibulata Nice venne giudicata una donna ‘impura’, da non sposare, che non sarebbe mai potuta diventare madre. Relegata ai margini di un società che, come in diverse altre parti nel mondo, ritiene ancor oggi che la mutilazione genitale femminile sia un necessario rito di passaggio dall’infanzia alla maturità.

Poi il riscatto. Oggi Nice ha 28 anni ed è ambasciatrice di Amref Health Africa e grazie a lei ed alla sua battaglia per la libertà delle #donne, oltre 10 mila bambine africane si sono salvate dal ‘taglio’.

Il coraggio di essere donne

Ma ancora ci vuole coraggio ad essere donne e non solo in determinate realtà sociali, estranee al nostro tessuto storico culturale.

Femminicidi, soprusi di ogni genere sono all’ordine del giorno anche nel nostro evoluto Occidente. E la violenza si consuma spesso in una quotidianità in cui l’uomo rivendica il proprio’scettro’.

Perché la donna, dalla ‘mela’ in poi, é il peccato ed é oggetto di un desiderio troppo spesso irrefrenabile ed oggettivante.

Il percorso é lungo e il domani troppo spessso si confonde nella nebbia dei pregiudizi

#IrmaSaracino