Arresti e repressione a Hong Kong

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Sono ormai centinaia gli arresti ad Hong Kong. Ma la protesta continua

Libertà, una parola che evoca immagini e suggestioni legate ormai al passato per gli abitanti di Hong Kong. Una parola che stride con la logica repressiva della #Cina, ormai detentrice di un potere incontrastato sulla popolazione di questa ex colonia britannica. Gli arresti sono centinaia, la #repressione é terribile.

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Scene di repressione

Vietato ribellarsi, vietato parlare a Hong Kong, dove la polizia, strumento di un potere antidemocratico, offusca gli orizzonti di tutti e procede nella lotta contro una popolazione inerme.

Lacrimogeni, violenza inusitata e arresti. Questi gli strumenti di un regime che non lascia spazio al libero pensiero. E impone una legge sulla sicurezza nazionale, voluta appunto dalla #Cina, tra le cui pene contro secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze esterne figura anche l’ergastolo.

Le immagini

Sono immagini terribili, quelle che arrivano da Hong Kong, che avrebbe dovuto festeggiare il 1 luglio scorso quella #libertà tanto sospirata, concessa dal governo britannico.

Sì, perché oltre 20 anni fa il Regno Unito restituì Hong Kong alla Cina, con la promessa che l’ex colonia mantenesse le sue libertà e la sua autonomia sotto il modello “un Paese, due sistemi”.

Una città-Stato, quindi, i cui abitanti avrebbero goduto di tutti i diritti di #libertà, comprese la libertà di religione e di espressione.

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Solo la libertà

 Ma il sogno di questa libertà si é infranto e la nuova legge imposta dalla superpotenza cinese uccide i diritti primari dell’uomo.

Le reazioni internazionali

Costernazione e sgomento sono state le reazioni più immediate del palcoscenico politico internazionale.

Il Regno Unito si é dichiarato pronto ad estendere la cittadinanza britannica a tutti i cittadini di Hong Kong che ne facciano richiesta e anche l’Australia ha fatto sentire la sua voce, in difesa dei diritti degli abitanti di questa metropoli Stato.

Più dura la reazione di Washington, che certamente non ha rapporti idilliaci con Pechino. Gli Usa, infatti, hanno aumentato la pressione sulla #Cina, dopo che il Congresso ha dato il via libera alle sanzioni contro i diritti violati di Hong Kong.

Nel mirino le banche che fanno affari coi funzionari cinesi coinvolti nella stretta sulla regione.

La tensione é alle stelle, specie dopo la notizia dell’arresto di una 15enne, che rischia l’ergastolo. Ma gli arresti ormai sono oltre 370.

Scene da un arresto

L’Italia, nel frattempo, tace.

#IrmaSaracino