Per Charlie Hebdo torna lo spettro del terrorismo

Charlie

Nuove minacce per la redazione di Charlie Hebdo. Marika Bret, responsabile delle risorse umane del settimanale francese, costretta a lasciare la sua casa.

Era il 7 gennaio del 2015, una fredda mattina dell’inverno parigino, quando due fratelli, Said e Cherif Kouachi, fecero irruzione con le loro armi nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. E, accecati dal delirio jihadista del terrore, seminarono morte. Colpirono senza pietà, lasciando prive di vita ben 12 persone.

Charlie
Basta

Bisognava colpire, bisognava ferire chi aveva osato profanare il Profeta Maometto con vignette blasfeme. E il sangue delle vittime lavò l’onta subita.

Era il 7 gennaio, Una di quelle mattine che coprono di gelo anche il cuore.

Je suis Charlie

La norizia e le immagini dell’eccidio fecero il giro del mondo. Proliferarono manifestazioni di solidarietà ovunque e il grido di ‘Je suis Charlie’ fu la voce di protesta che unì le nazioni.

I due responsabili della strage I riuscirono a fuggire. Ma fu l’inizio di una scia di sangue che inondò #Parigi.

Il giorno dopo, infatti, un delinquente radicalizzato in carcere, Amédy Coulibaly, uccise una poliziotta a Montrouge, a sud di Parigi. Poi, il 9 gennaio, tolse la vita a 4 ebrei durante una presa di ostaggi in un supermercato di prodotti kosher. Morì nell’assalto, sferrato dalle teste di cuoio, mentre i Kouachi erano stati eliminati poco prima dopo essersi asserragliati in una tipografia vicino alla capitale. Ma il #terrorismo seminò la morte ovunque.

Impossibile dimenticare infatti i morti del Bataclan!

Il processo

Dopo ben cinque anni, il 12 settembre ha avuto inizio a #Parigi il processo, volto a stabilire le responsabilità e il ruolo degli imputati, ma soprattutto quanti fossero al corrente degli attacchi.

Un processo che vede in prima fila i leader del settimanale francese che non intendono rinunciare alla satira, talvolta molto discutibile, di Charlie. E ne riaffermano le caratteristiche, tornando a pubblicare vignette su Maometto.

Charlie
Le nuove vignette su Maometto

Provocazione, incoscienza, rivendicazione di libertà intellettuale? Difficile stabilirlo, ma la cosa ovviamente ha suscitato le reazioni dei guerrieri del terrore. E l’organizzazione di Al-Qaida ha fatto sentire la sua voce, dichiarandosi pronta a finire il lavoro dei Kouachi.

le minacce si susseguono e si fanno sempre più temibili, anche alla luce dei fatti sanguinosi degli ultimi anni.

Marika Bret

Nel mirino dei terroristi ora é #Marika Bret, responsabile delle risorse umane del settimanale, da cinque anni sotto scorta.

Come da lei stessa dichiarato in un’intervista rilasciata a un’emittente televisiva francese, nei giorni scorsi é stata costretta a lasciare la sua abitazione per ‘ nuove minacce, precise e circostanziate’.

Immagine tratta dall’intervista televisiva di Marika Bret

Impossibile, quindi, anche per i poliziotti, assicurarle la sicurezza. La donna vive attualmente presso amici, di cui ovviamente non é nota l’identità.

Il pericolo continua, stante la fitta rete di informatori dei terroristi, ma la redazione di Charlie Hebdo non arretra e si dichiara pronta a continuare la sua missione di informazione, spesso eccessiva e dissacrante, però libera.

#IrmaSaracino