Parigi, il Covid non ferma il terrorismo

Parigi

All’indomani dell’attentato di ieri, Parigi appare stretta nella morsa del terrore.

Era nell’aria. Palpabile come il vento gelido del terrore quello spettro che da anni incombe su Parigi e sul mondo intero. Uno spettro che non dimentica e, soprattutto, non perdona.

Maometto, il profeta, aveva subito l’ennesimo oltraggio da parte dei giornalisti di Charlie Hebdo. La vendetta era nell’aria. E l’azione, anche da parte di ‘lupi solitari’, doveva essere tempestiva,

La paura

Parigi rivive così, in costanza del processo per la strage del 2015, costata la vita a gran parte della redazione del settimanale satirico francese, quei momenti di #paura e di tensione che inficiano la vivace quotidianità dei parigini.

Una paura ingigantita anche dall’emergenza Covid, che procede spietato il suo cammino, dilagando nella metropoli d’oltralpe. Sono momenti terribili, segnati da un’incertezza per il domani che scuote chiunque, anche i più superficiali.

E, in questo clima, ieri la mano di un esaltato,  Alì H., pakistano, appena 18enne, ha colpito proprio in uno dei luoghi simbolo del #terrorismo islamico, l’ex sede di Charlie Hebdo.

Armato di mannaia( non é ancora chiaro se da solo) si é avventato contro due dipendenti dell’Agenzia di stampa che attualmente ha sede nell’ex redazione.

Così, alle 11.40 in boulevard Richard Lenoir si é consumato l’ennesimo atto di un copione ormai troppo noto. E il sangue di un uomo e una donna, intenti a fumare una sigaretta, ha macchiato la via, simbolo di un sacrificio d’espiazione.

Subito fermato dalle Forze dell’ordine, tempestivamente giunte sul posto, l’attentatore non ha opposto resistenza, ma non é chiaro se sia semplicemente l’esecutore di un piano organizzato.

Parigi
Polizia francese

Sono in corso di svolgimento le indagini e sono in stato di fermo altri 5 pakistani, che sembrerebbero legati al giovane.

Le ipotesi

La dinamica dell’#attacco, per le sue modalità d’esecuzione, sembra non rientrare in un piano studiato e ben organizzato. Ma apparirebbe più come un’azione individuale di un esaltato, indubbiamente manipolato nella sua radicalizzazione dalla propaganda terroristica. E anche l’utilizzo di un’arma bianca sembrerebbe convalidare questa ipotesi.

Al Quaida infatti, quando colpisce, lo fa seguendo una strategia precisa, lucida, perché il suo obiettivo é quello di uccidere quante più persone é possibile. E, ancora, non sembra essere arrivata alcuna rivendicazione.

Per il momento il riserbo avvolge le indagini e nulla é da escludere.

Parigi intanto, resa ancor più vulnerabile dalla situazione emergenziale del Coronavirus, trema e appare provata.

#IrmaSaracino