Bombardata nella notte la città di Stepanakert

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Continua la guerra tra Azerbaijan ed Armenia. Nella notte é stata bombardata la città di Stepanakert. Il Cremlino ha parole di biasimo.

Una notte di fuoco e di paura per gli abitanti della città di Stepanakert, autoproclamatasi indipendente dall’Azerbaijan. Una notte in cui il suono stridulo delle sirene é echeggiato di continuo nel cielo di questa città di 55mila abitanti. Bombardata ormai da una settimana, Stepanaket questa notte ha conosciuto la disperazione.

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La guerra negli occchi di un bambino

La #disperazione e la fuga verso una speranza di salvezza di donne, uomini, bambini, vittime di una guerra nata per le usuali logiche di potere. Assurda e crudele come solo sa esserlo la #guerra.

E il placido paesaggio montano della regione di Nagorno-Kharabakh, contesa tra secessionisti armeni (sostenuti dall’Armenia) e forze azere di Baku ha visto il fuoco delle bombe.

Stepanakert, la città bombardata questa notte, conta e piange le sue vittime.

Le cause

Anni di violenze e pulizie etniche da entrambe le parti, culminate nel 1988 con l’eccidio di migliaia di persone. Anni in cui la volontà popolare fu annullata da una presunta supremazia politica e territoriale.

Da un lato l’#Azerbaijan, ormai libero dall’usbergo dell’Unione Sovietica e dall’altro il popolo armeno, pronto a rivendicare la propria identità, nonché la propria territorialità. Il Nagorno Kharabakh proclamò la propria autonomia e il 6 gennaio del 1992 venne proclamata la repubblica.

Ma l’Azerbaijan non volle riconoscerla e il 31 dello stesso mese cominciarono i bombardamenti sul territorio del Naborno. Una guerra che si concluse due anni dopo, con il consolidamento della repubblica armena, mai riconosciuta ufficialmente.

I rapporti tra i due stati, negli anni, sono sempre stati tesi anche per la geopolitica del territorio, strategica per alcune potenze confinanti, come la Turchia e l’iran.

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La posizione geografica

L’attuale situazione

Oggi le rivalità mai sopite e i vecchi rancori si sono riaccesi, grazie anche all’ingerenza delle nazioni circostanti, culminando in questo nuovo conflitto.

le dichiarazioni del presidente azero, Ilham Aliyev, non fanno intravvedere alcuno spiraglio per una soluzione pacifica del conflitto, anzi hanno le caratteristiche dell’ultimatum,

Il Naborno deve riconoscere l’integrità territoriale dell’Azerbaijan, scusarsi con il suo popolo e ammettere che la regione contesa non fa parte dell’Armenia”,

Queste le parole del presidente armeno nei giorni scorsi. Una linea dura, quindi, che allarma anche la Russia di Putin, attiva sul piano diplomatico per il raggiungimento di quella pace mai raggiunta negli anni. La situazione é allarmante e preoccupa anche la posizione della Turchia di Erdogan.

Per il momento i combattimenti continuano e aumentano le vittime di questo conflitto assurdo!

#IrmaSaracino