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Giuseppe Conte, sulle orme di Ponzio Pilato

Reso noto ieri sera il testo del nuovo Dpcm dal nostro leader Giuseppe Conte.

Potenza della Storia che, nella sua ciclicità, sembra ripercorrere i sentieri impervi di un passato ormai remoto! Come appare evidente infatti, nell’emergenza del momento, la decisione suprema, la soluzione di un dilemma terribile viene demandata ad altri. Questo, in sintesi, l’esito del nuovo #Dpcm, che non aggiunge niente al precedente, firmato appena 4 giorni fa. Sulla scena del palcoscenico tormentato della nostra politica, ancora una volta, Giuseppe Conte.

Novello Ponzio #Pilato, il nostro premier, ieri sera ha comunicato il testo del Nuovo Decreto( uno dei tanti, per intenderci) e, con il suo usuale fair play, ha reso nota la volontà del Governo di non ricorrere a nessuno lockdown. Ma ha comunicato altresì la decisione di scaricare ogni responsabilità sui #sindaci che, all’occorrenza, potranno ricorrere alla chiusura di intere aree cittadine.

Giuseppe Conte
Sindaci centurioni?

I poteri dei sindaci

Ai #sindaci, quindi, l’ingrato compito di disporre la chiusura al pubblico, dopo le 21.00, di vie o piazze nei centri urbani e lì dove si possano creare situazioni di assembramento. Ma viene comunque data la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti in simili aree, nonché alle abitazioni private.

Un coro di proteste ha accolto un simile provvedimento. E l’Anci, rappresentata dal sindaco di Bari, De Caro, ha definito la decisione ‘scaricabarile’, nei confronti dei Comuni. Insomma un vero capolavoro, dopo giorni di animate discussioni!

Qualcosa é cambiato?

A una prima lettura del nuovo decreto non si ravvisano grandi cambiamenti rispetto al precedente, salvo una maggiore deresponsabilizzazione del nostro Governo che, in virtù dell’andamento differenziato della nuova ondata Covid, ha concesso una maggiore autonomia alle Regioni. Ma soprattutto ai primi cittadini dei vari centri abitati.

I locali, con tavolini ovviamente, i ristoranti e i pubs potranno rimanere aperti sino alle 24, ma i tavoli dovranno essere limitati a un numero di 6 persone.

Giuseppe Conte
Una colazione solitaria

Sospese sagre e fiere. E, quanto ai cinema e ai teatri, potranno ospitare, al chiuso, solo 200 persone.

Nessun provvedimento per centri estetici e parrucchieri. Mentre la stretta arriva per le palestre che, nei prossimi 7 giorni, dovranno dimostrare di avere misure adeguate ai protocolli di sicurezza.

Il ‘guazzabuglio’ della scuola

Non certo chiaro il quadro delle disposizioni in merito alla scuola. In linea generale le scuole superiori potranno iniziare le lezioni in presenza alle 9, ma queste si alterneranno a lezioni a distanza ( una vera panacea per i nostri studenti!). Ma le novità arriveranno mercoledì prossimo.

Stesso discorso per le Università che si adegueranno, nella didattica, all’andamento del quadro epidemiologico.

Conclusioni

Sembra proprio che tutto si confonda nella nebbia dell’incertezza e che questo virus domini ancora la scena di un mondo costellato di personaggi in cerca d’autore, incapaci di prevenire o di gestire un nemico imprevedibile.

Il palcoscenico di questa umanità é caratterizzato ormai da una serie di figure ombra, pronte a perdersi nel buio della paura o dell’individualismo. E tutto si basa sull’improvvisazione. Alla ricerca di un copione che ponga la parola fine a questa angoscia.

Giuseppe Conte
Quando finirà?

#IrmaSaracino

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