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Dpcm, luci ed ombre sulla via del futuro

Tra polemiche e manifestazioni il nuovo Dpcm é ormai una realtà.

Luci ed ombre si alternano nella sera di #Taranto. Un’atmosfera strana, che dà una sensazione di vuoto, quasi di angoscia di fronte a quei cinema, teatri, ristoranti e  bar chiusi in seguito alle restrizioni del nuovo Dpcm.

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Sedie accatastate

 Sedie accatastate, come le speranze di chi aveva creduto nella possibilità di una #ripresa. Teatri con gli ultimi cartelloni ancora esposti, immagini di una vita culturale improvvisamente troncata.

Immagini che fanno male. Sfondo di un quadro surreale, i cui protagonisti sono sospesi, non definiti.

La desolazione

Il percorso

Il nostro percorso per le vie del centro cittadino è caratterizzato da quest’alternanza di sensazioni, mentre ci addentriamo all’interno di alcuni locali alla ricerca di un perché.

Viva la vita’, leggiamo sulla parete di un ristorante: Il Braciere. Una frase che, in un momento come questo può essere uno stimolo a non mollare, a credere che tutto questo possa finire.

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Interno del Braciere

Ci viene incontro Rosario, il titolare. Un giovane imprenditore di 40 anni, già esperto nel settore, che ha investito tutto in questa sua attività.

Gli chiediamo un parere, ma soprattutto se crede che dal 24 novembre tutto possa riprendere.

La speranza

‘Lo speriamo- ci risponde- ma non la vediamo così facile’ E per un attimo nei suoi occhi leggiamo il ricordo del precedente lockdown, protrattosi per oltre due mesi.

‘Che ne pensa di questa chiusura parziale, anche dei luoghi deputati alla cultura?’- gli chiediamo.

La sua risposta non dà spazio ai rimpianti o alle lamentele. Rosario è determinato, deciso e avanza un’ipotetica alternativa alla ‘stretta’ del nuovo Dpcm. Orario unico per tutti gli esercizi, negozi compresi, al fine di consentire la ‘pausa pranzo’. Oppure regole ferree per tutti.

‘Di certo il #Covid non svanisce dopo le 18,00’ ci dice Rosario. Un’opinione comune a tutti , condivisa anche da noi.

‘ A Taranto si muore più di tumore che di #Covid!’ –continua poi il nostro imprenditore. E ammutoliamo, ripensando alle tante vittime di un inquinamento di cui nessuno parla. Una delle tante verità che fanno male!

‘Rosario, parteciperà alla manifestazione che si terrà il 29, contro l’attuale Dpcm?– gli chiediamo anche per alleggerire la tensione.

Ci risponde con un sì, ma afferma di non crederci più di tanto e lamenta il ritardo con cui si dà avvio a questa protesta che ormai accomuna l’Italia tutta, pur con le diverse esigenze territoriali.

Lo salutiamo, augurandogli il meglio e c’è una sottile mestizia in questo augurio.

Marco

Poi, il nostro percorso continua e incontriamo Marco. 26 anni, ristoratore e proprietario, unitamente al 19enne fratello Davide del locale adiacente: Grease Food. Un locale aperto da pochi mesi e già produttivo.

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Davide e il suo locale

Hanno l’entusiasmo dei loro 20 anni e la voglia di lottare.

Non ti spaventa questa chiusura?’- chiediamo a Marco- come lo vedete il vostro futuro?’

‘Non ci spaventa– asserisce Marco- lavoreremo con la consegna a domicilio del cibo. Siamo fiduciosi’

E noi crediamo nella loro forza, nella loro energia.  Vogliamo pensare che le parole di Marco possano rappresentare uno stimolo per chi non crede più.

Le riportiamo,quindi, quasi a voler esorcizzare la drammaticità del momento. E ci uniamo a Marco, nella speranza di scorgere quella luce che possa illuminare un nuovo cammino.

 Perché, dopotutto, : ‘Noi siamo il futuro!

#IrmaSaracino

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