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Scia di sangue per le vie di Vienna

L’attacco terroristico di ieri sera a Vienna ha segnato profondamente l’Austria e l’Europa, lasciando una scia di sangue e di terrore.

Erano circa le 20 di ieri sera, 2 novembre, quando il rumore assordante degli spari é riecheggiato per le vie del centro di #Vienna. Costernazione, paura che si é tramutata in terrore, poi la fuga dei cittadini. Ma una scia di sangue ha macchiato le strade della splendida città baciata dal Danubio.

Un #attacco, di chiara matrice terroristica, é stato sferrato in sei punti della metropoli austriaca. Una pianificazione, quindi, che si é concretizzata seguendo un copione ormai ben noto., in cui l’elemento sorpresa é la garanzia del successo dell’operazione.

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Uno dei terroristi ripreso dall’alto

I fatti

Tutto ha avuto inizio nella Seitenstettengasse, la strada dove si trova una delle sinagoghe più importanti di #Vienna. che fu già teatro nel 1981 di un attentato che costò la vita a due persone.

E’ questa una delle zone più famose della vita notturna della capitale austriaca, ieri sera affollata , nell’imminenza del coprifuoco anti-Covid. Altri spari, in un rapido susseguirsi, sono stati esplosi sempre nel centro della capitale austriaca.

Una delle sparatorie è avvenuta invece a Schwedenplatz, vicino alle rive del Danubio, nei pressi dell’imbarcadero, da dove partono le escursioni sul fiume. Come si rileva, tutti luoghi affollati in quel momento e a quell’ora.

L’obiettivo? Seminare morte. Morte agli infedeli, morte a coloro che lottarono contro la jihad!

Sì, perché malgrado non sia arrivata alcuna rivendicazione, dalle prime indagini risulta che il gruppo sarebbe simpatizzante dell’Isis. Un gruppo ben organizzato e armato, il che lascerebbe supporre l’esistenza di una cellula jihadista in loco.

Il bilancio delle vittime

le notizie che giungono in merito al bilancio delle vittime sono ancora confuse e destinate a salire. E’ di poco fa infatti la notizia che i #morti sarebbero 4.

In un primo momento si é parlato di 3 #morti( tra cui uno degli assalitori) e circa 15 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Mentre altre fonti parlavano di 7 vittime e numerosi ostaggi. Una confusione legittima, dettata dalle circostanze.

‘State a casa’

‘La situazione è molto, molto difficile.– ha dichiarato con toni accorati Karl Nehammer, ministro dell’interno austriaco- Quello che succederà domani dipende da quanto accade stanotte. Se potete, rimanete a casa ed evitate il centro della città‘.

E l’alba é spuntata su #Vienna, stretta dalla morsa della paura. Una nuova luce, un bagliore sinistro hanno illuminato così quella scia di sangue, ormai indelebile, lasciata per le vie della ridente città della musica.

Le scuole sono chiuse , le vie quasi deserte ed é caccia all’uomo o agli uomini. Mentre un ovvio riserbo ammanta le indagini della polizia.

Momenti drammatici

L’Europa non teme il terrorismo

Unanime la reazione di tutti gli Stati europei di fronte a questo ennesimo passo della strategia del terrore, che sta investendo l’Europa.

Siamo più forti dell’odio e del terrore‘, ha dichiarato con veemenza Ursula von der Leyen. E sulla stessa linea sono state le dichiarazioni di tutti i leaders europei.

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L’Europa non dà spazio all’odio

Italia, Spagna, Germania e Francia hanno dichiarato di non avere paura. L’Europa non cederà all’odio, perché, come ha affermato Macron:

Questa è la nostra Europa. E i nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare. Non cederemo a nulla”. 

#IrmaSaracino

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