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Washington, qualcuno salvi la democrazia

Un attacco senza precedenti al Campidoglio statunitense ha inferto ieri sera un duro colpo alla democrazia americana. Washington sotto shock.

Washington. Una scia di violenza e di devastazione, 4 morti e 52 arresti, questo il bilancio del violento attaccco che ieri sera ha colpito il cuore pulsante della democrazia americana: #Capitol Hill.

Una #folla inferocita, animata da un delirio pro- #Trump si é radunata per le vie di Washington e ha marciato, stranamente indisturbata, verso la sede storica del Governo degli Stati Uniti.

Qui é riuscita ad entrare all’interno del Campidoglio americano, devastando ogni cosa e minacciando i parlamentari. Purtroppo, almeno in questa prima fase, la guardia nazionale non é intervenuta.

Washington
Scene dell’attacco

Le scene

Le immagini, dilagate sui social, ci raccontano una violenza senza precedenti. Una violenza causata anche dalle continue apostrofi di #Trump. Il presidente infatti non ha mai accettato la sua sconfitta e le sue invettive contro le ultime elezioni presidenziali ( a suo dire truccate) hanno acceso una miccia che ha provocato la deflagrazione di ieri sera.

Un evento senza precedenti nella Storia di questa Nazione, roccaforte di valori democratici ancora tutti da verificare. Ma ciò che stupisce e pone numerosi interrogativi é come sia stato possibile un simile attacco.

Gli interrogativi

Perché la Guardia Nazionale non é intervenuta subito per scongiurare questa invasione? E come mai, con indubbio ritardo, l’ordine d’intervento é stato dato alle forze dell’ordine da Mike Pence e non da #Trump?

Questi, infatti, solo in un secondo momento ha lanciato dai social un appello ai manifestanti, esortandoli a tornare a casa. Ma le sue parole, intrise delle usuali argomentazioni contro i risultati elettorali, sono state lette come istigatrici sia da Twitter che da Facebook. E, di conseguenza, i due colossi social hanno bloccato il tycoon americano.

Malgrado il neoeletto Joe Biden si sia pubblicamente rivolto a Trump, esortandolo a scongiurare il peggio con un discorso ufficiale, il presidente ancora in carica non ha raccolto l’invito. Insomma un discutibile epilogo che mette a nudo la vera dimensione di questo uomo, ormai solo, negli ultimi giorni di potere.

Washington
Biden

Le reazioni

Costernazione e sgomento hanno caratterizzato le reazioni del mondo intero. E questa pagina incredibile di Storia ha segnato profondamente l’opinione pubblica mondiale.

Solidarietà a Biden e biasimo per l’attacco sono stati espressi dai leaders di tutti i Paesi. E anche l’Italia ha fatto sentire la sua voce, unendosi agli altri Stati.

Il Congresso

Così il Congresso di Camera e Senato, riunito ieri a #Capitol Hill per certificare la vittoria di Biden, é stato sospeso in un primo momento a causa delle proteste.

Ma il pugno di ferro di Nancy Pelosi si é levato a salvaguardare i valori e le consuetudini della democrazia statunitense.

Nancy Pelosi

E, per disposizione della leader dei Dem, il Congresso ha avuto luogo dalle 20 ( ora locale).

Si temono però ulteriori proteste e Washington é ormai una città in stato di emergenza. Il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha annunciato che estenderà lo stato di emergenza di 15 giorni, fino al 21 gennaio, giorno successivo all’Inauguration Day del neo eletto presidente Biden.

Ieri aveva rivolto alla popolazione un drammatico appello:   «rimanete a casa e state calmi». 

#IrmaSaracino

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