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Myanmar, scontri tra polizia e manifestanti

La polizia di Myanmar é intervenuta contro manifestanti seguaci del monaco buddista Ashin Wirathu, noto per le sue posizioni integraliste.

Ancora una pagina di violenza e repressione. Ancora un episodio che mette a nudo una realtà, forse avulsa dalla nostra, ma non per questo meno indicativa del malessere che incombe su questa umanità. E arrivano da Myanmar, nella remota #Birmania, le immagini che fotografano le conseguenze di un #integralismo religioso in grado di uccidere, di sterminare un intero popolo.

Myanmar
Birmania

I Rohingya, una minoranza etnica, di religione musulmana,  pressoché sconosciuta. Uno dei tanti nomi di tribù e di etnie che appartengono a paesi lontani. I Rohingya, balzati agli onori delle cronache qualche anno fa quando il corpicino di un bimbo di appena 3 anni fu trovato su una spiaggia turca, desolatamente solo nella sua precoce morte. Una delle tante vittime dello sterminio perpetrato ai danni del suo popolo, colpevole di essere musulmano.

Gli scontri

La #Birmania, lembo di un Paradiso che si confonde con una realtà spesso violenta, é roccaforte del Buddismo. E i #monaci, spesso veri guerrieri spirituali, sono l’espressione tangibile di questa religione, che, invece di unire, crea odio.

Leader indiscusso di questo integralismo é Ashin Wirathu, il Bin Laden buddista.

Myanmar
Ashin Wirathu

Una figura carismatica, in grado di incitare alla violenza e alla repressione della minoranza musulmana dei Rohingya. Sostenitore accanito dei militari e avverso alla stessa leader e Nobel per la pace Aung San Suu Kyi e al suo partito.

Accusato di sedizione( un reato di cui rispondere in tribunale), dopo una latitanza di un anno, Wirathu si é consegnato alle forze dell’ordine ‘sua sponte‘ lo scorso 3 novembre. Poco prima delle elezioni nel suo Paese.

Ma, da allora, non é stato ancora avviato il processo. Mentre continua la detenzione del monaco.

I suoi seguaci e sostenitori quindi si sono radunati ieri dinanzi alla prigione di Insein, città principale del Myanmar, dove appunto é detenuto il loro leader, unitamente ad altri, ancora in attesa di processo.

Tra i manifestanti anche numerosi #monaci, ormai avvezzi a simili battaglie. Ma la protesta é stata vanificata dall’intervento della polizia, non certo incline ad accettare simili manifestazioni.

Purtroppo non si conoscono ancora i risvolti dell’episodio, che si inserisce in un contesto molto controverso e poco chiaro. La #Birmania, proprio per la sua geopolicica, rappresenta un’area ‘calda’ del continente asiatico e attualmente le propagande e le manipolazioni pseudo religiose trovano un terreno fertile lì dove le condizioni di vita e le realtà sociali lo consentono.

Myanmar
Scene di quotidianità

Troppi virus

Sembra proprio che oltre al Covid , emergano altri virus ad affliggere questa umanità così provata. Odio razziale, religioso, guerre inquinano il panorama globale. Lo offuscano, facendo calare spesso le tenebre della violenza.

L’uomo dimentica così l’uomo, facendosi carnefice o forse vittima, soprattutto di se stesso e del proprio egoismo.

#IrmaSaracino

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