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Riyadh, 5 minori rischiano la pena di morte

Ancora incerte le sorti di 5 minori detenuti in Arabia Saudita per aver partecipato a proteste contro lo Stato.

Il silenzio avvolge le sorti di 5 #minori, detenuti da tempo in #Arabia Saudita per aver commesso crimini contro il Governo quando ancora erano bambini. Malgrado sia stato emesso a marzo scorso un decreto del principe Salman che vieta l’esecuzione capitale dei minorenni, Riyadh non chiarisce la posizione dei 5 giovani detenuti.

Il decreto infatti, che dovrebbe avere un valore retroattivo, non é stato pubblicato sui media statali, né tantomeno sulla gazzetta ufficiale, secondo la prassi consueta.

E risultano vani i tentativi delle varie associazioni per la salvaguardia dei diritti umani di avere notizie in merito a un simile decreto che pare immerso nell’ombra.

Riyadh e gli occhi del mondo

Sempre più critica quindi la posizione di Riyadh agli occhi del mondo. L’Arabia Saudita vede declinare le sue luci nell’abisso di un regime crudele, quale quello del principe Mohammed bin Salman e detiene ormai un triste primato nella violazione dei diritti umani.

Riyadh
Tramonto in Arabia Saudita

Specie dopo la barbara uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, nel 2018il Paese é al terzo posto, dopo Iran e Cina per l’intransigenza del suo regime. Un Paese, quindi, in grado di condannare a morte anche adolescenti!

I rapporti con gli Stati Uniti

Naufragata l’ Era Trump, i rapporti di reciproco sostegno tra i due paesi si perdono nel nulla dei ricordi. Ben diversa é infatti la linea attuale degli Stati Uniti.

Il neo eletto presidente Biden non ha mai visto di buon occhio i sistemi della ‘giustizia’ saudita. E, sin dalle prime battute, il nuovo Governo degli States si fa portavoce della salvaguardia dei diritti umani.

Come riportato dal noto editoriale britannico Reuters, in prima linea in questa battaglia pro Human Rights, sei senatori statunitensi hanno scritto in Ottobre all’ambasciata saudita negli Stati Uniti.

Nella lettera sollecitavano il regno a una revisione globale di tutte le condanne a #morte. Al fine di individuare la presenza di condannati, rei di aver commesso crimini in età minorile.

Una circostanza, questa, che certamente porterebbe a un inasprimento dei rapporti con la Casa Bianca, specie con il nuovo inquilino, Joe Biden.

Riyadh
The White House

Un triste primato

L’#Arabia Saudita detiene un triste primato nell’ambito delle esecuzioni capitali. Si calcola infatti che solo nel 2019 ci siano state nel Paese ben 185 esecuzioni. Le colpe? in prevalenza reati contro il Regno.

E nel novero di questi condannati alla decapitazione rientrerebbero anche i 5 giovani che avrebbero commesso i loro ‘crimini’ tra i 15 e i 17 anni di età.

Una giustizia fondata quindi sulle ferre leggi della sharia, che non tiene conto dei diritti umani, né tantomeno di procedure processuali basate su un codice penale. Tutto é lasciato all’arbitrio dei giudici.

Ma la battaglia contro questa violazione dei diritti continua!

#IrmaSaracino

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