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Aceh, Indonesia, frustati perché gay

Nel sultanato di Aceh la Sharia é la legge che disciplina i comportamenti umani. E chi ‘sbaglia’ viene punito pubblicamente.

Sharia, un cammino verso #Dio, fonte a cui abbeverarsi. Una #legge ferrea, che non dà spazio alle umane ‘debolezze’ e prevede ‘giuste‘ punizioni per quanti osino violarla. Questa é la legge del sultanato di Aceh, una regione conservatrice dal punto di vista religioso, che ha notevoli risorse naturali, ma ricca soprattutto di petrolio.

Vietato essere omosessuale, quindi, ad Aceh, vietato l’adulterio o l’uso di alcolici o ancora il gioco d’azzardo. Pena, la “pubblica tortura”.

Aceh
Un esecuzione

Non c’é spazio per i piaceri o le umane fragilità in questa regione settentrionale di Sumatra, fiera e indomita custode di un rigorismo etico di sapore medievale. E la vita si spende nell’ossequio di questa #legge che ci parla di un #Dio che non perdona, ma punisce.

La pubblica tortura

La pubblica punizione quindi é una consuetudine radicata nel modus vivendi di questo territorio. E i peccatori, a seconda dell’entità del loro peccato, vengono frustati dinanzi a tutti con un numero di frustate adeguato alla loro colpa.

Il boia( abitualmente un poliziotto) adeguatamente mascherato, colpisce con forza il colpevole o la colpevole del momento dinanzi a una folla, ovviamente mascherata, che deve trarre insegnamento da una simile esecuzione. E la morale é salva!

80 frustate

Sono state circa 80 le frustate inferte ieri su due uomini, colpevoli di aver fatto sesso tra loro. Presenti anche i familiari dei puniti. Una punizione equa per una colpa inamissibile dalla dura legge della #Sharia.

Poi, é stata la volta di altre due persone, colpevoli di aver consumato alcol. Solo 40 frustate per loro. Mentre é andata meglio a due adultere: 17 frustate.

Aceh
Semplicemente donna

Le immagini

Le immagini, riprese in diretta, hanno fatto il giro del mondo, destando ovunque stupore. Ma la giustizia si colora spesso di barbarie anche in quelli che noi consideriamo Paesi civili e ogni esecuzione o condanna a morte ci riporta a un passato che ancora vive in questo presente così contradditorio.

Il panorama delle ingiustizie sociali o delle esecuzioni capitali é vasto e variegato e ci parla di un’umanità che non conosce il vero significato della parola ‘giustizia’.

L’esecuzione di ieri, ai danni di due omosessuali, s’inserisce così nel puzzle scomposto di questa società. Una società che forse non ha ancora dimenticato il Medioevo.

#IrmaSaracino

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