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Il vento gelido della protesta sferza la Russia

Un’ondata di gelo si é abbattuta sulla Russia. E questa mattina il vento della protesta ha soffiato dalla Siberia a Mosca.

Inarrestabile, gelido continua a soffiare questo vento che sembra scuotere le fondamenta anche del Cremlino. Roccaforte di un potere solido, destinato a durare ancora negli anni.

Questa mattina infatti, malgrado le temperature polari, dalla Siberia sono iniziate le manifestazioni dei sostenitori di Alexei Navalny, in carcere dal 17 gennaio. Un’onda anomala, uno tsunami che sta minando le solide basi del governo #Putin, infangandone l’immagine pubblica.

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Il video dell’appello di Navalny

Come lo scorso fine settimana i manifestanti sono scesi in piazza, accogliendo l’appello dell’ormai celebre dissidente #Navalny. Questa volta però le proteste sono partite dall’estremo oriente russo per poi dilagare in molte città ed anche a Mosca.

Al grido di ‘ Navalny libero‘ queste masse inermi hanno sfidato la polizia, che già aveva dichiarato illegittime simili proteste, perchè non autorizzate. E gli arresti di circa 4.000 persone la settimana scorsa appartengono ormai alla Storia di questo grande Paese.

: A participant holds a placard reading “One for all, all for one” during a rally in support of jailed Russian opposition leader Alexei Navalny in Moscow, Russia January 23, 2021. REUTERS/Maxim Shemetov

Un copione ancora tutto da scrivere

Ma nulla ha potuto fermare questi sostenitori del dissidente incarcerato e, questa mattina, hanno scritto un’altra pagina di un copione che sembra destinato a durare nel tempo.

Un braccio di ferro, quindi, tra il Cremlino e questa folla, costituita da donne e uomini di ogni età, che scende in piazza e che non ha paura di gridare tutto il proprio malcontento.

Anche questa mattina la polizia russa ha arrestato oltre 500 persone, trascinandole spesso con la forza. le immagini si commentano da sole e ci danno il quadro dell’effettiva realtà della #Russia di #Putin.

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La polizia russa

A Vladivostok, Tomsk e tante altre città della Siberia gli slogan dei manifestanti hanno colmato l’aria, riecheggiando in tutta la #Russia. ‘Putin Ladro!’, ‘Lascialo andare’, questi alcuni degli slogan ripetuti in maniera quasi ossessiva dalla folla.

Ma il comune denominatore di essi, nonchè fondamento, é il moto di ribellione alla illegalità che spesso sa indossare i panni dell’autorità, schiacciando ogni libertà di pensiero, di opinione e di stampa.

Putin, l’ultimo degli Zar?

L’astro di #Putin sembra declinare e l’ex capo del KGB, l’uomo dagli occhi di ghiaccio, guarda con malcelata stizza e con perplessità questi dissidenti.

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Putin

La #Russia é una grande Nazione, ma non può essere isolata, avulsa dal contesto europeo, ripercorrendo gli errori del suo passato. Putin é ormai nell’occhio del ciclone, specie dopo le recenti rivelazioni dei collaboratori di Navalny. La sua ricchezza, le sue lussuose proprietà sono nel mirino di quanti operano al fianco del critico del Cremlino.

E anche l’Occidente si batte per rivendicare la libertà di #Navalny. Una partita a scacchi, quindi, ancora tutta da giocare e, alla luce dei recenti accadimenti, densa di colpi di scena e mosse segrete.

#IrmaSaracino

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