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Le promesse di Draghi, tra entusiasmi e mugugni

Ieri al Senato il discorso di Draghi. Tante le promesse, molti gli entusiasmi, ma anche tante le perplessità.

Finalmente ha rotto il silenzio il super Mario nazionale, il gigante dell’economia e della finanza. L’uomo che i grandi della Terra ci invidiano. E, con un discorso di oltre 50 minuti in #Senato, infarcito di promesse, speranze e proponimenti, ha raccolto il plauso generale.

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Mario Draghi

Un risultato record: ben 262 sì, 40 no e due astenuti. Unanime quindi il consenso dei nostri senatori che, in uno slancio impensato di amor patriottico, hanno raccolto l’appello del presidente Mattarella.

E, finalmente uniti, hanno messo da parte ( almeno nominalmente) le loro storiche contese, scendendo tutti insieme nell’arena di quel ‘senso del dovere’ tanto sbandierato, ma mai realmente concretizzato.

Il lungo giorno di Montecitorio

E’ stato un giorno lungo per lo scenario della politica italiana che ha salutato #Draghi, il banchiere da tanti temuto, nella sua veste di ‘salvatore della patria’.

E, quando nell’aula di Montecitorio la sua voce é risuonata, si è creata una sottile alchimia. Draghi non ha tradito le aspettative, passando in rassegna le numerose problematiche della nostra Nazione, vessata da una pandemia terribile e da una nuova povertà che annienta le speranza e svilisce troppe categorie sociali.

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Povertà

Una povertà creata anche da un’economia spesso traballante e da un malcostume abituale nella gestione del potere, tradottosi molto spesso nella corruzione e nel compromesso. Ma l’enigmatico super Mario, con le sue parole, ha espresso la sua ferrea volontà di cambiamento.

Un’ #Italia nuova, quindi, in cui ci sia spazio per quella equità sociale da tutti anelata. Dove le discriminazioni di genere e l’indifferenza per l’eco- sistema cedano il passo al riscatto identitario e al rispetto. Un’ Italia in cui si creino nuove risorse e si disciplinino tutti gli aspetti dei diversi settori: dalla giustizia al turismo. Promesse che fotografano il quadro desolante di una Nazione dalle grandi potenzialità, mai realmente sfruttate.

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Taranto di sera

L’entusiasmo é stato generale, ma non sono mancati i dissensi e i mugugni, specie tra le fila dei pentastellati e di Fratelli d’Italia.

I dissensi e gli entusiasmi

E se la Giorgia Nazionale, pasionaria della politica e della salvaguardia della patria, ha tenuto fede alla sua linea di dissenso, unitamente al suo partito, Renzi ha rispolverato la sua veste abituale di politico acuto e lungimirante.

Matteo Renzi

L’ex leader, infatti, dopo aver elogiato il discorso di #Draghi, ha rivendicato il copy right della scelta operata dal capo dello Stato.

Insomma, a una prima lettura, sembra proprio che il ciclone super Mario abbia investito tutti i nostri politici, rispolverando anche personaggi poco graditi della vecchia politica. Ma d’altro canto, a parte lo sparuto numero dei tecnici, i personaggi sono sempre gli stessi e le poltrone sono là, pronte ad accoglierli.

La conversione di Salvini

Ciò che stupisce ancor di più é quello spirito nuovo, ammantato di buonismo, che anima il leader della Lega. messa da parte la sua veste di ‘gladiatore’, in una sorta di illuminazione salvifica, Matteo Salvini fa pace con tutti e cerca il dialogo con i suoi nemici di sempre. Sarà effetto dei rosari sventolati in precedenza?

Staremo a vedere. Intanto in Italia troppi hanno fame e cresce l’esigenza di una vita migliore.

#IrmaSaracino

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