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Le tradizioni di Taranto ai tempi del Covid

Con l’approssimarsi della Pasqua Taranto rinnova le sue tradizioni, sfidando anche la pandemia.

In fondo #Taranto la trovi anche qui, nelle sue antiche tradizioni, nei suoi profumi, ma, soprattutto, nelle sue contraddizioni. Una città sofferta, che reca impresse le tracce del suo passato, remoto, come la sua Storia.

Storia di un popolo che si fa voce nei tramonti colorati d’immenso. Nei bisbiglii di un mare che culla una città che piange le sue ferite. Ma anche storie, leggende e riti che si perpetuano da secoli e che fotografano realtà del passato, che vivono ancora nei cuori dei cittadini.

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Taranto, al di là del tempo

E le immagini del tempo felice, nel dramma della pandemia, scorrono innanzi agli occhi dei tarantini, lente, colorate, vive, come i profumi della vita.

Sono gli scorci di quelle tradizioni che fanno parte del patrimonio identitario di questa città e che sono radicate nei suoi figli.

La settimana santa

C’é sempre stata una grande attesa negli abitanti della città dei due mari per i riti della Settimana Santa che, dalla domenica delle Palme fino a #Pasqua, si rinnovano con processioni antichissime e con figure entrate ormai nella storia di Taranto.

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I perdoni

Uomini incappucciati, scalzi, girano per le vie della città e, sulle note di melodie strazianti, ritmano il dolore con un’andatura ondulatoria che diviene essa stessa immagine della sofferenza. Girano il giorno del Giovedì Santo per le chiese, pregando sul sepolcro di Gesù.

Sono i #perdoni, uomini pronti ad espiare, confratelli delle due confraternite principali ( Carmine e San Domenico) che accompagnano, in un antico rituale, la processione dei ‘Misteri‘, del Venerdì Santo, e quella dell’Addolorata, del Giovedì Santo. Quest’ultima, partendo dalla città vecchia, per tutta la notte reca la statua della Madonna in cerca del figlio.

L’Addolorata

Una tradizione che, al di là dell’aspetto coreografico, rinnova dal ‘700 la voce e la realtà di un popolo, legata soprattutto al mare.

La Storia s’interseca quindi con la tradizione in questa città che ha subito nei secoli dominazioni, i cui retaggi permangono sia nella lingua che negli aspetti cultuali.

La Pasqua ai tempi del Covid

Oggi, purtroppo, in questa quotidianità scandita dalla solitudine e da un nemico invisibile, un velo di tristezza cala sugli occhi dei tarantini. E il rimpianto nasce spontaneo.

Quest’anno i perdoni non cammineranno scalzi e l’ingresso nelle Chiese sarà contingentato. Non ci saranno più quelle folle festose, ma compunte. E la #Pasqua indosserà la veste del dolore, della sofferenza, nell’attesa di una rinascita.

#IrmaSaracino

foto princ. by Pasquale Reo

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