Segnala a Zazoom - Blog Directory

Caso Navalny, tensione alle stelle

Sempre più critiche le condizioni del dissidente russo, mentre anche la Francia minaccia la Russia di pesanti sanzioni per quello che é ormai il caso Navalny.

Cresce di ora in ora la tensione tra l’ #Ue e la Russia, sempre più isolata nella sua politica di regime. Una politica che, come ormai appare evidente, non lascia spazio alla libertà di espressione e di stampa. Vietato essere contro il regime di #Putin quindi e il caso Navalny ne é la prova più tangibile.

Isolato e da giorni in un ospedale penitenziario, definito dai suoi ‘colonia di tortura’, Alexei Navalny continua il suo sciopero della fame. Uno sciopero che ha avuto inizio il 31 marzo scorso e che , sulla base delle scarse notizie trapelate, sembra minare sempre più le precarie condizioni di salute del dissidente russo.

Impossibile per i suoi medici poterlo raggiungere, vietato ogni contatto con quest’uomo che, malgrado il tentato avvelenamento, ha voluto sfidare il #Cremlino, tornando in patria. Ma, soprattutto ha voluto dimostrare al mondo la fondatezza delle sue argomentazioni contro il regime di #Putin.

Il pugno di ferro di Putin

Messa da parte ogni formula diplomatica, Vladimir Putin ormai ha mostrato la sua vera immagine e, da perfetto zar, sfida il mondo e la sua stessa gente con un ‘pugno di ferro’ che non lascia spazio. Ma si abbatte implacabilmente su chiunque osi opporsi al suo dominio.

caso Navalny
Vladimir Putin

Oltre 400, infatti, gli arresti compiuti ieri dalla polizia. Un bilancio che mette a nudo la realtà di questo grande paese.

Le manifestazioni pro Navalny che hanno avuto luogo, appunto nella giornata di ieri, un po’ in tutte le città russe hanno incontrato il muro spietato della repressione.

Nulla spaventa Putin, che non arretra di fronte agli avvertimenti ed alle intimazioni dell’ #Ue, né tantomeno dell’America di Biden.

L’avvertimento della Francia

In una dichiarazione ufficiale il ministro degli Esteri francese ha detto che, in caso di morte del dissidente russo Navalny, la Francia, unitamente all’Unione Europea, riterrà responsabile di questo evento il presidente Putin e tutte le autorità russe.

Ma la risposta dello zar dagli occhi di ghiaccio non dà spazio alle speranze di una soluzione adeguata del caso Navalny.

Chi minaccia la nostra sicurezza se ne pentirà come non mai”. Parole terribili che ci danno il quadro esatto delle intenzioni del presidente russo. Nessuno può opporsi alla sua volontà. E le sanzioni non lo spaventano.

Delirio di onnipotenza?

Il momento é critico, mentre cresce sempre più la preoccupazione per la politica del Cremlino. Preoccupa infatti anche il dispiegamento di migliaia di truppe da parte di Mosca al confine con l’Ucraina orientale.

Ma tutto s’inserisce nel quadro di un autoritarismo che non tiene conto nemmeno dell’attuale crisi pandemica e delle sue conseguenze.

Il delirio di onnipotenza di Putin richiama alla mente personaggi del passato , che hanno scritto pagine terribili di storia. E il copione attuale ricicla momenti ed episodi di ‘eroi neri’, persi nella cecità della loro megalomania.

Navalny sta sfidando questo potere assoluto, mettendo a repentaglio la propria vita, in nome di quell’ideale di libertà e di democrazia per il quale la storia si é inchinata al sacrificio di molti.

#IrmaSaracino

Lascia la tua opinione

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: